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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21127/2020 del 02/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Bissi Energy impugnava il diniego della richiesta di autorizzazione unica per la costruzione di un impianto idroelettrico connesso a una concessione di piccola derivazione d'acqua, chiedendo altresì il risarcimento dei danni derivanti dall'illegittimo allungamento e aggravio procedimentale (perdita di incentivi, costi del personale e danni da ritardo). Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche aveva annullato il decreto dirigenziale che aveva rigettato l'istanza ma aveva negato il ristoro patrimoniale richiesto da Bissi, ritenendo che il danno potesse essere eventualmente sanato in forma specifica con un successivo esito favorevole del procedimento. Bissi ha impugnato tale decisione in Cassazione sostenendo che il TSAP aveva erroneamente escluso il risarcimento per equivalente e aveva omesso di pronunciarsi su alcune domande.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale di Bissi Energy in riferimento ai profili di diritto relativi alla possibilità di ristoro, ha dichiarato sopravvenuta l'inammissibilità del ricorso incidentale (perché nel frattempo era stata rilasciata l'autorizzazione unica), ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa al TSAP in altra composizione perché decida conformandosi ai principi enunciati dalla Cassazione (compresa la necessità di un esame prognostico sull'esito favorevole del procedimento e sulla prova del danno), regolando altresì le spese. Non è stato disposto il raddoppio del contributo per il ricorso incidentale.

Norme richiamate

  • R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775

    Disciplina la concessione di piccola derivazione d'acqua (art. 7 citato) e contiene norme procedurali che rinviano a regole processuali anteriori; l'art. 204 r.d. è richiamato quale rimedio per omissione di pronuncia (rettificazione da parte del medesimo Tribunale superiore).

  • D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387, art. 12, comma 4

    Regola la procedura semplificata per il rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione di impianti idroelettrici, distinta e autonoma rispetto al procedimento per la concessione di piccola derivazione.

  • L. 7 agosto 1990 n. 241, artt. 2 e 2-bis

    Prevedono il rimedio per il danno ingiusto derivante dall'inosservanza del termine di conclusione del procedimento: la giurisprudenza amministrativa e la Corte interpretano l'art. 2-bis nel senso che non è risarcibile il mero ritardo ma le conseguenze dannose concretamente subite, con necessità di valutazione prognostica dell'esito del procedimento.

  • Codice Civile, art. 2043

    Richiamato quale fondamento generale dell'illecito civile; le pretese risarcitorie per danni patrimoniali possono essere valutate anche sulla base della responsabilità extracontrattuale se provati.

  • Codice Civile, art. 2058

    Invocato in relazione al risarcimento del danno emergente e lucro cessante (perdita di incentivi e costi del personale); la Corte richiede prova del nesso causale e del quantum, nonché un giudizio prognostico sull'ipotetico risultato favorevole dell'istanza.

  • Codice di Procedura Civile, artt. 112, 115, 360 (comma 1, n. 3) e richiamo all'art. 517 c.p.c. dell'originario codice

    Art. 112 c.p.c. invocato con riguardo all'omissione di pronuncia; la Cassazione ricorda che per alcune omissioni nel giudizio speciale disciplinato dal r.d. 1775 non è esperibile il ricorso per cassazione ma il rimedio della rettificazione al Tribunale superiore (richiamo all'art. 517 del codice di procedura precedente). L'art. 360 n. 3 c.p.c. è la norma sulla censura di violazione di legge utilizzata in motivi di diritto.

Massime di principio

  • Il danno da "mero ritardo" nel procedimento amministrativo non è automaticamente risarcibile: è risarcibile solo se il privato prova conseguenze dannose concrete o è possibile formulare un giudizio prognostico affidabile sull'esito favorevole che sarebbe stato adottato dall'amministrazione.
  • Quando un ricorso incidentale perde oggetto perché l'atto impugnato è stato successivamente adottato (es. rilasciata l'autorizzazione), la materia del contendere cessa e il ricorso incidentale diventa inammissibile; ciò non comporta automaticamente la sanzione del raddoppio del contributo.
  • Se un giudice speciale (es. TSAP) omette di pronunciarsi su una domanda, il rimedio non è il ricorso per cassazione ma la rettificazione o il rimedio previsto dalla disciplina applicabile al procedimento (qui il R.D. 1775 con rinvio a disposizioni processuali antecedenti).
  • Nel procedimento di conferenza di servizi non si possono rimettere in discussione i profili sostanziali già definiti da una precedente concessione (ad esempio compatibilità idraulica di una derivazione); la conferenza deve concentrarsi sugli aspetti tecnici e progettuali residuali.
  • Le pretese per perdita di incentivi ed altri danni economici richiedono prova del nesso causale diretto con l'illegittimità dell'azione amministrativa e una valutazione prognostica su quale sarebbe stato l'esito del procedimento: in mancanza di tali elementi il ristoro per equivalente può essere escluso.
  • In caso di pronuncia cassatoria di annullamento della sentenza impugnata, il giudice di rinvio deve riesaminare la domanda di risarcimento conformandosi ai principi indicati dalla Cassazione e decidere anche sulle spese di ciascuna fase processuale.

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