Cassazione Penale, Sentenza n. 50738/2023 del 19/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale. Il difensore ha denunciato vizio di violazione di legge e difetto di motivazione, sostenendo che il Tribunale avrebbe enfatizzato indebite pendenze penali (violando la presunzione di non colpevolezza) e non avrebbe considerato elementi favorevoli quali domicilio idoneo, lavoro stabile nel settore edilizio, percorso terapeutico presso il SerT/Serd già avviato, la disponibilità della Caritas ad impiegarlo per attività di volontariato e la buona gestione di misure cautelari precedenti (arresti domiciliari). La difesa ha inoltre rilevato che la dichiarazione di disponibilità a percorso terapeutico e gli altri elementi positivi non sono stati adeguatamente valutati.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale di sorveglianza logicamente adeguata e non viziata: il Tribunale ha valutato che prevalgono elementi negativi indicativi della mancata elaborazione del vissuto criminale (pregresse condotte violente, reati gravi, reato in materia di stupefacenti nel 2009 e segnalazione ai sensi dell'art. 75 d.P.R. n. 309/1990), ha considerato strumentale la dichiarazione di disponibilità al percorso terapeutico resa poco prima dell'udienza e ha osservato l'assenza di documentazione probatoria sull'impiego lavorativo reclamato. Sul punto della presunzione di non colpevolezza la Corte ha ritenuto che le pendenze giudiziarie siano state correttamente considerate come elementi informativi e non enfatizzate al punto da violare il principio. Essendo assenti illogicità o carenze motivazionali, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990
art. 75 d.P.R. n. 309 del 1990
La segnalazione ex art. 75 è stata considerata dal Tribunale come elemento rilevante ai fini prognostici, rafforzando il giudizio negativo sulla possibilità di affidamento in prova per mancata elaborazione del vissuto di dipendenza/illecito
principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza
Il principio è richiamato dalla difesa come possibile limite alla valutazione delle pendenze penali; tuttavia la Corte ha ritenuto che l'uso delle pendenze come elementi informativi nel giudizio prognostico non costituisca violazione del principio a condizione che non si tratti di una presunzione di colpevolezza automatica
Massime di principio
- Il Tribunale ha ampia discrezionalità nella valutazione prognostica per l'ammissione all'affidamento in prova; le sue valutazioni non sono rivedibili in sede di gravame salvo vizio logico o mancanza di motivazione
- Le pendenze giudiziarie e pregressi reati, specialmente se gravi o ricorrenti, possono essere considerati legittimamente come elementi negativi ai fini della concessione di misure alternative, purché non vengano trasformati in condanne de facto (presunzione di non colpevolezza)
- Dichiarazioni tardive di disponibilità a percorsi terapeutici o di reinserimento possono essere ritenute strumentali se non supportate da concrete e documentate iniziative già avviate
- Elementi positivi (domicilio idoneo, lavoro, disponibilità di ente terzo per attività, percorso terapeutico) devono essere adeguatamente documentati in atti: l'affermazione verbale o non comprovata del lavoro può avere scarso peso
- In impugnazione il difensore deve puntare non solo a riproporre una diversa valutazione dei fatti, ma a dimostrare vizi di illogicità, contraddittorietà o insufficiente motivazione nell'ordinanza impugnata per ottenere annullamento o riforma
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