Sentenza n. 2093/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza n. 1219 del 2024 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari, Sezione Terza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Puglia - Bari che aveva accolto il ricorso contro la delibera consiliare di acquisizione sanante e gli atti connessi, ordinando al Comune di concludere il procedimento secondo criteri ritenuti conformi all'art. 42-bis d.P.R. 327/2001
Esito
Favorevole al ricorrente (comune appellante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha appellato la sentenza deducendo, anzitutto, il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che le contestazioni dei proprietari riguardassero esclusivamente la quantificazione dell'indennizzo dovuto ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, materia devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario e, in unico grado, della Corte d'appello. Sono stati inoltre dedotti: l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, poiché la delibera consiliare sarebbe stata un atto endoprocedimentale o di indirizzo; l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse a seguito delle successive determinazioni dirigenziali di impegno e liquidazione delle somme; l'assenza di violazione o elusione del giudicato formatosi su precedenti pronunce; l'irrilevanza delle questioni relative alla quantificazione dell'indennizzo ai fini della legittimità degli atti amministrativi; e la prescrizione delle pretese. I proprietari hanno chiesto il rigetto dell'appello, sostenendo che la delibera non costituisse ancora il provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis e che gli atti impugnati fossero immediatamente lesivi. Nel corso del giudizio, essi hanno comunque promosso opposizione alla quantificazione dell'indennità davanti alla Corte d'appello di Bari.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto il primo motivo di appello e ha assorbito tutte le ulteriori questioni. Ha qualificato la delibera consiliare come provvedimento adottato ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, valorizzando la deliberazione espressa del Consiglio comunale, quale organo competente, di acquisire i terreni al patrimonio comunale mediante la procedura di acquisizione sanante. La natura acquisitiva dell'atto non è esclusa dal conferimento al dirigente dell'incarico di compiere le operazioni successive, compreso il pagamento dell'indennizzo. La successiva nota dirigenziale è stata qualificata come atto interlocutorio. Poiché i proprietari avevano contestato esclusivamente la quantificazione dell'indennità ex art. 42-bis, la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario; rileva anche il fatto che gli stessi avevano già adito la Corte d'appello competente con opposizione all'indennità. La sentenza del TAR è stata quindi annullata senza rinvio e il ricorso di primo grado è stato dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione. Le spese del grado d'appello sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
acquisire al patrimonio comunale, mediante la procedura di acquisizione sanante prevista dall’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., sussistendone tutti i presupposti di legge, l’area già di proprietà
La deliberazione con cui l'organo competente dispone espressamente l'acquisizione del fondo al patrimonio comunale mediante la procedura di acquisizione sanante ha natura di provvedimento adottato ai sensi dell'art. 42-bis, anche se demanda al dirigente gli adempimenti successivi, incluso il pagamento dell'indennizzo. Le contestazioni concernenti esclusivamente la quantificazione dell'indennizzo appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.
art. 281-undecies c.p.c.
È indicato quale base processuale dell'opposizione all'indennità proposta dai proprietari davanti alla Corte d'appello, senza ulteriore interpretazione specifica nella decisione.
Massime di principio
- La deliberazione dell'organo comunale competente che dispone espressamente l'acquisizione di un terreno al patrimonio comunale mediante la procedura di acquisizione sanante prevista dall'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 è qualificabile come provvedimento acquisitivo ai sensi di tale disposizione, anche quando demanda al dirigente l'adozione degli atti esecutivi e connessi, compreso il pagamento dell'indennizzo.
- Le controversie nelle quali il proprietario contesta esclusivamente la quantificazione dell'indennizzo dovuto per l'acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, indipendentemente dalla forma amministrativa dell'atto impugnato.
- Quando la domanda formalmente proposta come impugnazione di un atto amministrativo mira sostanzialmente a ottenere la rideterminazione dell'indennizzo ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, il giudice amministrativo deve dichiarare il difetto di giurisdizione in favore del giudice ordinario.
- Il conferimento al dirigente del compito di eseguire gli adempimenti successivi all'acquisizione, incluso l'impegno o il pagamento dell'indennizzo, non trasforma la deliberazione acquisitiva in un mero atto endoprocedimentale o di indirizzo.
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