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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37100/2023 del 11/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano (23/12/2022) che aveva rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo di euro 200.000,00 disposto dal G.i.p. (18/11/2022) sul conto intestato al ricorrente. Il difensore ha censurato: a) carenza o contraddittorietà della motivazione del giudice del riesame rispetto alle argomentazioni difensive (violazione delle norme processuali e sostanziali), con specifico rilievo che il De Laurentiis non avrebbe partecipato allo schema fraudolento contestato agli altri indagati (nessun patto di "quota lite", parcella percepita solo dopo liquidazione del danno tramite il cliente, assenza di raggiro e di sfruttamento di condizioni di vulnerabilità); b) omessa motivazione sul periculum in mora; c) errata applicazione delle norme penali relative alla truffa e all'aggravante per aver approfittato di condizioni di bisogno/minorata difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha adeguatamente esaminato gli argomenti decisivi prodotti dalla difesa né motivato la ritenuta conformità della condotta del De Laurentiis allo schema fraudolento contestato. La mancata considerazione specifica degli elementi difensivi ha configurato carenza di motivazione o motivazione meramente apparente, integrare violazione di legge ai sensi dell'art. 606 c.p.p.; inoltre la Corte ha ricordato i parametri che il giudice cautelare deve seguire nella valutazione del fumus commissi delicti (necessità di indizi sufficienti/serietà degli indizi e motivazione puntuale). Conseguentemente la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Milano affinché colmi le lacune motivazionali.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola la competenza e la funzione del Tribunale in veste di giudice del riesame; la Corte sottolinea che il giudice del riesame deve motivare in modo coerente le ragioni che giustificano la conferma o la revoca della misura cautelare reale.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Fissa i requisiti del sequestro preventivo: è necessario il fumus commissi delicti e il periculum in mora. La Corte rammenta che il giudice cautelare deve valutare la serietà degli indizi in rapporto agli elementi prodotti dalle parti.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella censura sulla motivazione; la Corte evidenzia l'obbligo del giudice di esaminare le obiezioni difensive nel giudizio sommario cautelare.

  • art. 61, primo comma, n. 5, cod. pen.

    Aggravante prevista per chi approfitta delle condizioni di bisogno o di minorata difesa della persona offesa; la Corte osserva che l'accertamento di tale circostanza richiede elementi concreti che il Tribunale del riesame non ha adeguatamente motivato.

  • art. 640 cod. pen.

    Fattispecie della truffa contestata (anche aggravata); la Corte segnala che per fondare il sequestro preventivo occorrono indizi che colleghino il singolo indagato al disegno criminoso, non una mera ripetizione di accuse dirette ad altri.

  • art. 606, comma 1, lett. b e c, cod. proc. pen.

    Individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che la mancanza o la mera apparenza della motivazione costituiscono "violazione di legge" esperibile in Cassazione.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte in relazione alla censurabilità in Cassazione delle violazioni consistenti in carenza o apparente motivazione di provvedimenti cautelari reali.

Massime di principio

  • Nel giudizio di riesame cautelare il giudice deve motivare in modo specifico e coerente anche le ragioni per le quali ritiene irrilevanti o infondate le argomentazioni difensive: la mera reiterazione delle contestazioni iniziali senza confronto critico con le produzioni difensive è insufficiente.
  • Per disporre o confermare un sequestro preventivo il giudice deve apprezzare la "serietà degli indizi" (fumus) e motivare concretamente il periculum in mora; non è sufficiente la sola astratta configurabilità del reato.
  • Quando la contestazione penale riguarda un professionista che ha ricevuto una parcella dopo la liquidazione del danno tramite il cliente e senza patto di "quota lite", il giudice deve spiegare con elementi concreti in che modo tale condotta si inserisca in uno schema fraudolento.
  • L'accertamento dell'aggravante per aver approfittato dello stato di bisogno o di minorata difesa della vittima richiede elementi di fatto specifici: l'assenza di tali elementi, o la chiara smentita della vittima, riduce la sostenibilità cautelare dell'impostazione accusatoria.
  • La carenza di motivazione nei provvedimenti cautelari reali può essere impugnata con successo in Cassazione ai sensi degli articoli che disciplinano i vizi di motivazione (art. 606 c.p.p.), comportando annullamento e rinvio per nuovo esame.
  • Se la persona offesa dichiara espressamente di non voler procedere (querela mancante quando necessaria), ciò può incidere sulla procedibilità e sulla valutazione del fumus nei confronti dell'indagato specifico.
  • Il giudice cautelare non può anticipare il giudizio di responsabilità penale ma deve basarsi su elementi processuali concreti; la valutazione è sommaria ma richiede comunque una motivazione puntuale sulle ragioni della misura.

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