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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 2539/2022 del 27/01/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava il licenziamento intimatole da AMA S.p.A. (27/11/2015) e chiedeva l'accertamento di illegittimità del licenziamento e la tutela ex art. 18 l. 300/1970 novellato. In cassazione la ricorrente deduceva principalmente: (i) che le norme di cui all'art. 18 d.l. 112/2008 non potevano essere applicate per limitare la discrezionalità delle società in house/partecipate, per la natura privatistica di tali società; (ii) che la nullità del contratto di assunzione non poteva essere dichiarata nel suo caso perché l'assunzione era avvenuta il 3 novembre 2008 e sarebbe, secondo la ricorrente, anteriorità o non applicabilità delle modifiche normative che hanno introdotto vincoli di spesa (richiamando altresì art. 35 d.lg. 165/2001 e altre norme).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'art. 18 del d.l. n. 112/2008, conv. in l. n. 133/2008, ha esteso alle società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica l'obbligo di adottare procedure concorsuali/selettive e che la violazione di tali obblighi determina la nullità del contratto di lavoro ai sensi dell'art. 1418 c.c. Nel caso concreto l'assunzione è avvenuta il 3 novembre 2008, quindi successiva all'entrata in vigore dell'art. 18 (21 agosto 2008) e senza rispetto delle procedure previste: ne consegue la nullità del contratto e l'impossibilità di proseguire il rapporto. La ricorrente è condannata alle spese di giudizio in favore della resistente (quantificate: €200,00 esborsi e €4.000,00 compensi professionali oltre oneri).

Norme richiamate

  • art. 18 d.l. 112/2008 conv. in l. 133/2008

    "A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge ... le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165"

    La Corte interpreta l'art. 18 come estensivo alle società a totale partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali (es. AMA): l'omissione delle procedure concorsuali/selettive previste determina la nullità del contratto di assunzione; la disposizione opera a decorrere dall'entrata in vigore e non è limitata dall'essere società a carattere privatistico.

  • art. 32 d.lg. 165/2001 (terzo comma)

    "a) adeguata pubblicità della selezione ...; b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti ...; c) rispetto delle pari opportunità ...; d) decentramento delle procedure di reclutamento; e) composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza ..."

    Questi principi sono richiamati quale riferimento obbligatorio per le modalità di reclutamento che le società partecipate devono adottare; la loro inosservanza integra vizio procedurale rilevante ai fini di nullità.

  • art. 1418 c.c.

    La Corte usa l'art. 1418 c.c. per qualificare la conseguenza giuridica dell'omissione di norme imperative di reclutamento: la violazione di tali norme imperative determina la nullità del contratto (nullità assoluta/virtuale).

  • art. 19 d.lg. 165/2016

    La disposizione è richiamata come norma che ha reso esplicita la nullità dei contratti in caso di mancato rispetto delle procedure di reclutamento; la Corte la considera non innovativa ma esplicativa di una conseguenza già desumibile dalla giurisprudenza e dal quadro normativo precedente.

  • art. 35 d.lg. 165/2001

    Riferimento ai principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità che devono informare le procedure di reclutamento; utilizzato dalla Corte per sostenere l'obbligo di conformità delle società partecipate a tali principi.

  • art. 23, comma 8-bis D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, conv. con l. 176/2020

    Norma processuale citata per spiegare il deposito di conclusioni scritte da parte del Procuratore Generale nel procedimento di cassazione.

Massime di principio

  • Le società a totale partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali (società 'in house') sono soggette all'obbligo di adottare procedure di reclutamento ispirate ai principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità: la loro violazione può determinare la nullità del contratto di lavoro.
  • La nullità derivante dalla mancata osservanza delle procedure di reclutamento è rilevabile anche se il lavoratore non ha concorso alle irregolarità della procedura e anche se non ne era consapevole; ciò impedisce la prosecuzione del rapporto su quella base giuridica.
  • La data di efficacia della norma (o di sue modifiche) è fondamentale: assunzioni effettuate dopo l'entrata in vigore di obblighi normativi vincolanti possono essere annullate se non conformi alle nuove prescrizioni.
  • Norme successive che esplicitano la nullità (es. art. 19 d.lg. 165/2016) possono essere interpretate come chiarificazioni e non necessariamente come mutamenti retroattivi del regime di nullità: conta l'interpretazione sistematica e la giurisprudenza consolidata.
  • Chi intende contestare la nullità per fatti connessi a vincoli di spesa o a temporalità normativa deve verificare scrupolosamente le date di entrata in vigore e la natura delle disposizioni applicabili ratione temporis.
  • In situazioni simili convivono profili di diritto sostanziale (obbligo di procedura e nullità) e profili processuali (oneri probatori, domande riconvenzionali, liquidazione spese): chi agisce in giudizio deve prevedere anche l'esito sulle spese e i possibili rimborsi a favore della controparte.

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