Cassazione Civile, Sentenza n. 2388/2022 del 27/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avvisi di addebito INPS relativi ai contributi dovuti alla gestione ex ENPALS sui compensi corrisposti a n. 22 istruttori della palestra per il periodo maggio 2005 - gennaio 2008. La ricorrente sosteneva che i compensi fossero riconducibili ai "redditi diversi" (art. 67, lett. m) TUIR) relativi ad attività sportive dilettantistiche e, quindi, fiscalmente e contributivamente esenti entro la soglia prevista dall'art. 69 TUIR; i giudici di merito invece avevano ritenuto che le prestazioni avessero natura professionale e fossero quindi soggette a contribuzione obbligatoria.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'art. 67, lett. m) TUIR opera solo per prestazioni di natura non professionale e che l'onere della prova della sussistenza delle condizioni eccettuative (natura dilettantistica dell'ente, non professionalità della prestazione, rapporto non riconducibile ad arte o professione abituale o a rapporto di lavoro dipendente) grava sulla parte che invoca l'esenzione. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito secondo cui gli istruttori svolgevano attività professionale (elementi probatori: qualifiche, contratti di collaborazione, compenso fisso orario, continuità), e ha richiamato il divieto di riesame del fatto in sede di legittimità se non nei limiti dell'art. 360 n. 5 c.p.c. Ha altresì disposto la compensazione delle spese del giudizio di legittimità e l'obbligo per la ricorrente di versare l'eventuale ulteriore contributo unificato previsto.
Norme richiamate
art. 67, comma 1, lett. m), TUIR
"le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall'Unione Nazionale per l'Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto"
La disposizione consente che taluni compensi erogati nell'ambito di attività sportive dilettantistiche siano qualificati come "redditi diversi" e, entro i limiti di legge, fiscalmente neutri; tuttavia si applica soltanto se le prestazioni non sono di natura professionale, non derivano dall'esercizio abituale di arti o professioni e non sono in relazione a rapporti di lavoro dipendente.
art. 69, comma 2, TUIR
"soglia di esenzione pari a € 7.500,00 per anno d'imposta"
Fissa il limite di esenzione fiscale (e di fatto il limite entro il quale la somma può non concorrere alla base imponibile contributiva) per i compensi qualificabili come redditi diversi ai sensi dell'art. 67 lett. m).
d.lgs. C.p.S. n. 708/1947, art. 3
"addetti agli impianti sportivi"
Attribuisce all'ENPALS (poi confluita nell'INPS) la tutela assicurativa di categorie tra cui gli addetti agli impianti sportivi, individuando l'ambito soggettivo dell'obbligo assicurativo.
d.m. 15.3.2005, n. 17445
"impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi"
Specificazione ministeriale che include, nel gruppo B dei lavoratori dello spettacolo/ sport, le categorie (tra cui gli istruttori di palestre) generalmente soggette all'assicurazione ENPALS, precisando l'ambito applicativo della tutela previdenziale.
art. 35, comma 5, d.l. n. 207/2008 (conv. con L. n. 14/2009)
"nelle parole 'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche' ... sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l'assistenza all'attività sportiva dilettantistica"
Amplia il concetto di "esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche" includendo attività formative e di assistenza, rendendo potenzialmente applicabile l'agevolazione fiscale anche a prestazioni non strettamente connesse a manifestazioni competitive.
legge n. 91/1981, art. 2
"definizione degli sportivi professionisti"
Stabilisce i criteri di distinzione tra attività sportiva professionistica e dilettantistica, demandando al CONI la determinazione delle modalità di distinzione; utile per inquadrare quando una prestazione abbia carattere professionale e quindi resti soggetta a contribuzione.
Massime di principio
- L'agevolazione fiscale prevista dall'art. 67, lett. m) TUIR può incidere anche sul regime contributivo: compensi qualificabili come "redditi diversi" non concorrono alla base imponibile previdenziale entro la soglia prevista (art. 69), ma solo se sussistono concretamente i requisiti richiesti.
- Onere della prova: chi invoca l'esenzione contributiva deve provare che l'ente erogante esercita effettivamente attività dilettantistica (assenza di lucro e svolgimento concreto dell'attività conforme allo statuto) e che la prestazione del percettore non è professionale o abituale.
- Il dato formale (affiliazione al CONI, iscrizione statutaria) è insufficiente da solo a dimostrare la natura dilettantistica: rileva l'operatività reale dell'ente e la concreta modalità di svolgimento dell'attività.
- Per valutare la professionalità della prestazione occorre considerare elementi fattuali (contratti, pattuizione di compensi fissi o orari, continuità, qualifiche specifiche, modalità organizzative): tali accertamenti di fatto sono riservati al giudice di merito e difficilmente sindacabili in Cassazione.
- Le dichiarazioni rese dai lavoratori in sede di accesso ispettivo possono avere valore probatorio e, se contrastano con la documentazione e con i fatti accertati, possono essere valorizzate dal giudice come indizio della natura professionale dell'attività.
- Non esiste esenzione automatica per tutte le società formalmente dilettantistiche: ogni caso richiede verifica puntuale del rapporto economico e della natura della prestazione.
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