Cassazione Penale, Sentenza n. 51451/2023 del 27/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 28/09/2023 che aveva respinto la richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. I difensori contestavano la valutazione del pericolo di fuga, sostenendo che la misura degli arresti domiciliari (eventualmente rafforzata con dispositivi di controllo elettronico) sarebbe stata idonea, che il ricorrente aveva reperito un alloggio a Milano e che la mancanza di radicamento in Italia non poteva di per sé provare il pericolo di fuga senza una valutazione concreta delle qualità personali.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: la decisione favorevole alla consegna della persona richiesta è divenuta definitiva ed è intervenuta la materiale consegna dello stesso al Paese richiedente in data 25 ottobre 2023 (certificazione del DAP). La Corte ha richiamato il principio secondo cui, una volta definitiva la decisione di consegna nel mandato di arresto europeo, si instaura una fase meramente esecutiva in cui perde interesse il ricorso avverso provvedimenti cautelari; pertanto non è stato esaminato nel merito il motivo sul pericolo di fuga. Per la sopravvenuta causa di inammissibilità non è stata disposta condanna alle spese o ammenda imputabili al ricorrente. Sono stati demandati gli adempimenti comunicativi alla cancelleria.
Norme richiamate
Codice penale - artt. 416, 629, 640-ter, 648-bis, 648-ter, 615-ter, 615-quinquies
Le condotte oggetto della richiesta di consegna alla Autorità giudiziaria francese sono ritenute costituire reati anche nell'ordinamento italiano e sono state ricondotte, ai fini della pronuncia di consegna, alle fattispecie indicate negli articoli elencati.
Principio giurisprudenziale relativo al Mandato di Arresto Europeo (MAE) e alla sopravvenuta carenza di interesse
La giurisprudenza di legittimità ha affermato che, una volta divenuta definitiva la decisione favorevole alla consegna nell'ambito del MAE e realizzata la consegna materiale, il procedimento assume natura meramente esecutiva e perde interesse il riesame di provvedimenti cautelari relativi alla persona consegnata; ciò determina l'inammissibilità dei ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- Se la decisione di consegna nell'ambito di un mandato di arresto europeo diventa definitiva e la persona viene materialmente consegnata allo Stato richiedente, qualsiasi ricorso avverso provvedimenti cautelari relativi a quella persona può diventare inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- Il pericolo di fuga deve essere valutato concretamente in base alle qualità personali e circostanze specifiche del detenuto; la sola mancanza di radicamento in Italia non è automaticamente sufficiente a provare il pericolo di fuga, ma può concorrere alla valutazione complessiva.
- La possibilità di sostituire la custodia cautelare con misure meno afflittive (arresti domiciliari, controllo elettronico) deve essere motivata in relazione alla effettiva idoneità a garantire le esigenze cautelari; il giudice deve fornire motivazioni specifiche se ritiene tali misure inidonee.
- Quando la causa di inammissibilità è sopravvenuta e non imputabile al ricorrente (es. consegna materiale intervenuta), il ricorrente non va normalmente condannato al pagamento di spese processuali o ammende connesse al ricorso.
- Se l'esecuzione della consegna non è ancora avvenuta o la decisione non è definitiva, il ricorso avverso provvedimenti cautelari può rimanere efficace e va valutato nel merito; pertanto è importante agire tempestivamente e documentare elementi nuovi (es. abitazione, vincoli familiari) per sostenere la richiesta di misure meno afflittive.
- In ipotesi di contestazione della motivazione del provvedimento cautelare, è strategico dettagliare elementi nuovi e concreti (es. offerta di domicilio stabile, strumenti di controllo elettronico, garanzie processuali) per contrastare affermazioni generiche di mancato radicamento o pericolo di fuga.
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