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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32658/2024 del 16/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (concessionario riscossione)

La controversia

La controversia riguarda il diniego dell'esenzione IMU per un immobile riferito all'anno 2016. La società contribuente aveva proposto ricorso avverso l'atto impositivo; il primo giudice e poi la CTR hanno respinto la domanda, ritenendo insussistenti i presupposti dell'esenzione. In cassazione la società ha articolato tre motivi: (1) ha dedotto la violazione del giudicato esterno, sostenendo che decisioni definitive relative ad annualità precedenti avrebbero dovuto vincolare anche il giudizio sull'annualità 2016; (2) ha denunciato la violazione della disciplina sull'esenzione IMU/ICI per gli enti non commerciali, sostenendo che l'immobile dovesse essere esente nonostante fosse locato; (3) ha dedotto, ex art. 360, n. 5 c.p.c., l'omesso esame/travisamento di un riconoscimento dell'esenzione asseritamente effettuato dall'ente creditore, ma tale fatto non era stato dedotto in appello e non era stata spiegata la sua decisività rispetto alla specifica annualità.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha escluso l'efficacia vincolante del giudicato esterno sulle questioni di diritto, osservando che le precedenti pronunce riguardavano non fatti stabili della fattispecie, ma la qualificazione giuridica dell'esenzione, non suscettibile di passare in giudicato come limite all'autonoma interpretazione del giudice successivo. Ha poi confermato che l'esenzione non spetta quando l'immobile è locato, poiché in tal caso rileva l'utilizzo a fini di lucro da parte del proprietario, indipendentemente dall'attività svolta dal conduttore. Infine ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché la censura non era stata proposta in appello e, comunque, non era stata allegata la decisività del fatto rispetto all'annualità in contestazione. Conseguentemente ha condannato la ricorrente alle spese di legittimità e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 7 d.lgs. n. 504 del 1992

    l'esenzione ICI/IMU richiede il concorso dei requisiti soggettivo e oggettivo; non opera se l'immobile è locato e viene utilizzato dal proprietario a fini di lucro.

  • art. 13 d.l. n. 201 del 2011

    richiamato quale base normativa della disciplina dell'imposizione/esenzione oggetto di lite.

  • art. 91-bis d.l. n. 1 del 2012

    richiamato insieme alle altre disposizioni sull'esenzione degli immobili degli enti non commerciali.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    usato per il motivo di ricorso denunciando violazione di legge sostanziale.

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    usato per il motivo di ricorso relativo a omesso esame/travisamento di un fatto decisivo.

  • art. 366, comma 1, n. 4 c.p.c.

    il motivo di violazione di legge deve essere specifico e confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata.

  • art. 360-bis, n. 1 c.p.c.

    rafforza il principio per cui è inammissibile il motivo che non contrasta con la giurisprudenza consolidata né offre argomenti per mutarla.

  • art. 13 comma 1-quater d.P.R. n. 115 del 2002

    consente, in caso di rigetto, di dare atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

  • art. 1, comma 17 l. n. 228 del 2012

    norma che ha inserito il comma 1-quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.

  • art. 1, comma 71 l. n. 213 del 2023

    menzionato solo incidentalmente e non applicato, quale disciplina di ipotesi diversa (comodato gratuito), non utile in via interpretativa al caso deciso.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno può operare anche in materia di imposte periodiche, ma solo con riguardo agli elementi della fattispecie che abbiano carattere stabile o tendenzialmente permanente; non copre gli elementi variabili destinati a mutare di anno in anno.
  • L'interpretazione delle norme giuridiche non è mai coperta da giudicato esterno: il giudice successivo conserva piena autonomia esegetica e non è vincolato dal precedente solo perché reso tra le stesse parti.
  • In tema di esenzione IMU/ICI per gli enti non commerciali, l'agevolazione richiede sia il requisito soggettivo sia quello oggettivo; se l'immobile è locato, l'esenzione non spetta perché l'utilizzo a fini di lucro del proprietario è incompatibile con il beneficio, a prescindere dall'attività svolta dal conduttore.
  • Nel ricorso per cassazione per violazione di legge, il motivo deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata e, se conforme a giurisprudenza consolidata, deve offrire argomenti seri per un mutamento di orientamento; altrimenti è inammissibile o infondato.
  • Il motivo ex art. 360, n. 5 c.p.c. non può fondarsi su un fatto non dedotto nei gradi di merito e deve indicare la decisività del fatto stesso rispetto alla concreta annualità oggetto di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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