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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32337/2024 del 08/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che confermava la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni dolose aggravate commesse il 19/09/2015, denunciando la violazione di norme processuali per l'omessa notificazione del decreto di citazione per il giudizio di appello al difensore di fiducia nominato dopo la sentenza di primo grado (artt. 601 comma 1 n.5, 178, 179 c.p.p.). Sosteneva che il giudizio di secondo grado si era svolto alla presenza del difensore revocato e all'insaputa del nuovo difensore e chiedeva, in subordine, la declaratoria di prescrizione dei reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità: il ricorrente non ha prodotto la prova del deposito, ai sensi dell'art. 96 c.p.p., della nomina del nuovo difensore (mancava l'attestazione di deposito in cancelleria e la data rilevante), onere richiesto quando si deducono nullità collegate ad atti non rinvenibili nel fascicolo. Perciò la Corte non ha potuto esaminare il merito né accertare la prescrizione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Norma relativa al reato di resistenza a pubblico ufficiale, titolo del reato per cui l'imputato era stato condannato in primo grado; usata come riferimento sostanziale nel quadro fattuale

  • artt. 582, 585, 576 n.1, 61 n.2 cod. pen.

    Norme sulle lesioni personali dolose aggravate (e relative aggravanti) che descrivono i reati per cui l'imputato era stato condannato; richiamate a titolo fattuale

  • art. 601 comma 1 n.5 cod. proc. pen.

    Norma invocata dal ricorrente in relazione alla nullità per omessa notificazione dell'atto processuale; la Corte rileva però che l'eccezione richiede prova documentale adeguata

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Regola le notificazioni e la loro validità; contestata l'omessa notificazione al difensore di fiducia

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Stabilisce le conseguenze della notificazione a difensore revocato o mancante; rilevante per la questione della regolarità del giudizio d'appello

  • art. 96 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la nomina e il deposito degli atti di costituzione di parte; la Corte ha ritenuto essenziale la prova formale del deposito in cancelleria (e della data) per fondare l'eccezione di nullità

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; applicata per irrogare euro 3.000 a titolo di ammenda

Massime di principio

  • Chi deduce nullità o inutilizzabilità connessa ad atti non presenti nel fascicolo di Cassazione deve formalmente produrre la documentazione che prova (o prova l'assenza di) tali atti, compresa l'attestazione di deposito in cancelleria e la data
  • La mancata produzione di prove documentali rilevanti rende il ricorso generico e inammissibile, impedendo la pronuncia di merito anche su questioni rilevanti come la prescrizione
  • I provvedimenti emessi in sede di esecuzione (tribunale dell'esecuzione) non sostituiscono la necessità di allegare gli atti di cui si deduce la nullità nel fascicolo di legittimità
  • Se il ricorso è inammissibile la Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e comminare una sanzione alla Cassa delle ammende, anche se non si ritiene che il ricorso sia stato proposto con colpa grave
  • Per evitare l'inammissibilità è essenziale curare la forma delle produzioni (es. attestazioni di deposito) quando la questione centrale riguarda la nomina o la sostituzione del difensore

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