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Sentenza

Sentenza n. 9965/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento della Determinazione Dirigenziale del Municipio Roma XIV UO Amministrativa - P.O Servizio SUAP e Insegne Pubblicitarie - contenente il provvedimento di sospensione per giorni quindici dell'esercizio e dell'attività commerciale sita in Roma, Via di Torrevecchia nn. 350/352, notificata a mani il 22.02.23.

Giustizia amministrativa202303446

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale del Municipio Roma XIV che disponeva la sospensione per quindici giorni dell'attività commerciale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la determinazione dirigenziale del 9 febbraio 2023, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti e connessi. Il testo della sentenza non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, dopo il rigetto dell'istanza cautelare, la sospensione è stata integralmente eseguita e l'attività ha rispettato il periodo di quindici giorni. Con atto dell'11 marzo 2026 il ricorrente ha dichiarato il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del ricorso, chiedendo la cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha precisato che non ricorre la cessazione della materia del contendere, poiché l'esecuzione della sospensione non ha soddisfatto l'oggetto della pretesa azionata: la cessazione della materia del contendere presupporrebbe il soddisfacimento, anche integrale, della pretesa in una decisione di merito. La definizione in rito ha giustificato la compensazione delle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Il ricorso è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dichiara il venir meno dell'interesse alla decisione e non residua un'utilità concreta e attuale derivante dalla pronuncia.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone che, nel corso del giudizio, la pretesa azionata sia stata integralmente soddisfatta; la mera esecuzione dell'atto impugnato, quando non realizza tale soddisfazione, non determina la cessazione della materia del contendere ma può comportare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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