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Ordinanza

Ordinanza n. 99/2026 - Catanzaro, Sezione 2

nel giudizio per l'annullamento e la declaratoria d’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dal Comune di Acquappesa (Cs) sull’istanza/costituzione in mora, presentata dalla ricorrente in data 13.05.2024 al Resistente Comune, a mezzo di posta elettronica certificata, recante numero di protocollo 4082/2024 del Comune di Acquappesa e riguardante la richiesta di emissione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis del DPR 327/2001 del terreno di proprietà della sig.ra Tripicchio Rosaria, illegittimamente detenuto e per la declaratoria dell’obbligo del Comune di Acquappesa (Cs) a provvedere sull’istanza sopra indicata e, per la nomina di un 1 Commissario ad Acta che nell’ipotesi di perdurante inerzia dell’ Ente Comunale, oltre il termine assegnato da Codesto On. Tribunale adito, provvederà all’adozione dei provvedimenti richiesti, nonché, con conseguente condanna dell’Amministrazione Comunale a concludere il procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso, con il quale, come previsto dall’art 42 bis del DPR n. 327/2001, preveda la restituzione dell’immobile ovvero l’acquisizione non retroattiva dello stesso, nonché, in ogni caso, la corresponsione degli indennizzi di occupazione legittima e/o illegittima e risarcimento del danno per la perdita del bene.

Giustizia amministrativa202401400

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una precedente sentenza che aveva dichiarato illegittimo il silenzio del Comune e imposto la conclusione del procedimento ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La proprietaria aveva ottenuto una precedente sentenza di accoglimento del ricorso contro il silenzio-inadempimento del Comune sull'istanza diretta a ottenere un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con ordine di provvedere entro sessanta giorni e nomina, per l'ulteriore inerzia, del Prefetto di Cosenza quale commissario ad acta. Persistendo, secondo la ricorrente, l'inadempimento, il Prefetto ha chiesto chiarimenti al TAR. Il Comune ha rappresentato di trovarsi in dissesto finanziario e sotto la gestione dell'Organismo Straordinario di Liquidazione, sostenendo che l'atto di acquisizione sanante e il calcolo dell'indennizzo rientrassero nella competenza dell'OSL, poiché la vicenda riguardava fatti anteriori al 31 dicembre 2019. Il Segretario comunale ha tuttavia precisato che l'ufficio tecnico si era attivato per istruire la pratica e sottoporla all'OSL. La questione decisa dal TAR riguarda quindi le modalità di esecuzione della precedente sentenza e, in particolare, se vi fossero già i presupposti per l'insediamento del commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha fornito i chiarimenti richiesti senza disporre, allo stato, l'insediamento del commissario ad acta. Ha precisato che, trattandosi dell'esecuzione di una sentenza relativa a un silenzio illegittimo, l'adempimento consiste nell'adozione di un provvedimento espresso che concluda il procedimento, anche con contenuto negativo, illustrando alla ricorrente la volontà dell'amministrazione, le eventuali modalità di provvedere e lo stato della procedura. Dalla nota del Segretario comunale non emergeva una volontà di sottrarsi all'esecuzione, poiché risultava l'attivazione dell'ufficio tecnico per l'istruttoria da sottoporre all'OSL. Il Collegio ha quindi ordinato al Segretario comunale di adottare e indirizzare alla ricorrente, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza, un provvedimento scritto contenente le modalità di esecuzione e la relativa tempistica. In caso di mancato riscontro, la ricorrente potrà nuovamente sollecitare il Prefetto, già nominato commissario ad acta nella precedente sentenza, affinché si sostituisca al Segretario comunale nell'adozione del provvedimento esplicito.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    La precedente sentenza aveva imposto al Comune di concludere espressamente il procedimento relativo alla richiesta di applicazione dell'art. 42-bis, con provvedimento di contenuto positivo o negativo.

  • art. 113 c.p.a.

Massime di principio

  • Nell'esecuzione di una sentenza che ha accertato l'illegittimità del silenzio-inadempimento, l'obbligo conformativo consiste nell'adozione di un provvedimento espresso che concluda il procedimento, anche se di contenuto negativo, purché esponga la posizione dell'amministrazione e le ragioni della decisione.
  • La nomina o l'insediamento del commissario ad acta presuppone un'inerzia persistente e non giustificata rispetto all'ordine giudiziale; non è necessario procedervi immediatamente quando dagli atti emerga che l'amministrazione ha avviato l'istruttoria e non manifesta una volontà di non eseguire la sentenza.
  • Quando l'esecuzione del provvedimento richiesto coinvolge un organo o organismo diverso dall'ufficio comunale ordinariamente competente, l'amministrazione deve comunque adottare un atto espresso che illustri alla parte interessata il ruolo dell'organo coinvolto, le modalità procedurali e la tempistica prevista.
  • Il giudice dell'ottemperanza può impartire ulteriori prescrizioni operative, fissando un termine per l'adozione di un atto esplicativo e rinviando l'eventuale intervento sostitutivo del commissario ad acta al caso di ulteriore mancato riscontro.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereSilenzio della pubblica amministrazione

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