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Sentenza

Sentenza n. 20/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal MAECI in ordine alla richiesta del 9/9/2025 di formalizzazione dell’istanza di visto per motivi di studio.

Giustizia amministrativa202510743

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio del MAECI sulla richiesta di formalizzazione dell'istanza di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (amministrazione competente per i visti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha agito per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal MAECI sulla richiesta del 9 settembre 2025 di formalizzazione dell'istanza di visto d'ingresso in Italia per motivi di studio. Nelle more del giudizio, la sede diplomatica competente di Islamabad ha convocato il ricorrente per formalizzare l'istanza, determinando l'avvio del relativo procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché l'amministrazione, nelle more del giudizio, ha provveduto a convocare il ricorrente per la formalizzazione dell'istanza di visto, facendo venir meno l'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Le spese di lite sono state compensate. È stato tuttavia disposto il rimborso al ricorrente del contributo unificato, ove versato, in considerazione della ragionevolezza del termine entro il quale la rappresentanza diplomatica ha riscontrato positivamente la richiesta di appuntamento.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, la convocazione dell'interessato per la formalizzazione dell'istanza e l'avvio del relativo procedimento fanno venir meno l'interesse alla decisione sull'inerzia contestata e determinano la cessazione della materia del contendere.
  • Quando l'amministrazione adotta nelle more del giudizio un comportamento satisfattivo, le spese possono essere compensate; il giudice può comunque disporre il rimborso del contributo unificato al ricorrente sulla base delle circostanze concrete valutate nella decisione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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