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Sentenza

Sentenza n. 1382/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202506951

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva respinto l’impugnazione degli atti comunali di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere abusive e delle relative aree

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le appellanti contestavano la sentenza del TAR e gli atti comunali con cui era stata dichiarata e formalizzata l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’area di sedime e di un’ulteriore superficie, conseguente alla mancata ottemperanza a un ordine di demolizione del 2015. Gli abusi erano stati realizzati dal loro dante causa, destinatario dell’ordine di demolizione e deceduto nel 2021; le appellanti, estranee alla realizzazione degli abusi e ignare dell’ordine, avevano demolito le opere nel novembre 2023, dopo avere appreso della situazione. Con il primo motivo deducevano la violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, sostenendo che l’acquisizione non potesse prodursi nei loro confronti poiché l’autore dell’abuso e dell’inottemperanza era deceduto e poiché esse avevano eseguito la demolizione prima della formale acquisizione. Con il secondo motivo contestavano l’insussistenza o l’invalidità dell’accertamento dell’inottemperanza, ritenuto necessario ai fini dell’immissione in possesso e della trascrizione. Con il terzo motivo lamentavano l’erronea o insufficiente individuazione dell’area acquisita, la mancata indicazione della superficie ulteriore e l’assenza del preventivo frazionamento catastale. Nel giudizio di primo grado erano stati altresì dedotti la carenza di potere, l’assenza di responsabilità delle eredi e la mancata notifica a un’altra comproprietaria.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha affermato che l’acquisizione gratuita degli immobili abusivi e dell’area di sedime è un effetto automatico della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine di novanta giorni, nonché un atto dovuto e privo di discrezionalità, subordinato all’accertamento dell’inottemperanza e al decorso del termine legale. L’atto comunale successivo ha natura meramente dichiarativa di un effetto già prodotto ex lege, sicché sono irrilevanti sia l’estraneità delle eredi alla realizzazione dell’abuso, sia la loro mancata conoscenza dell’ordine, sia la successiva demolizione da esse eseguita. È inoltre irrilevante la mancata previa notifica di uno specifico verbale di accertamento, poiché l’effetto acquisitivo si produce con l’inutile scadenza del termine fissato nell’ordine demolitorio. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha ritenuto che il provvedimento comunale avesse recepito le risultanze del verbale della polizia municipale, redatto alla presenza delle appellanti, costituendo valido accertamento dell’inottemperanza e, contestualmente, atto di acquisizione ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001. Quanto al terzo motivo, ha rilevato che il provvedimento individuava con sufficiente precisione l’area di sedime e le ulteriori superfici mediante riferimenti catastali e planimetria allegata, restando l’estensione complessiva inferiore al limite di dieci volte la superficie abusivamente edificata. Il frazionamento catastale e la trascrizione sono attività successive, proprie della fase esecutiva; l’ulteriore area può essere individuata anche con atto successivo e separato. Le spese del grado sono state compensate, mentre il contributo unificato è rimasto a carico delle appellanti.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    «la acquisizione al patrimonio comunale della area di sedime degli abusi ed ulteriore superficie fino a 10 volte la superficie abusivamente edificata, è automaticamente avvenuta»

    L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale si produce automaticamente per effetto della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine di legge; il successivo provvedimento ha natura dichiarativa.

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    Il verbale o provvedimento che accerta l’inottemperanza può costituire titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione; nel caso concreto il provvedimento comunale, recependo il verbale della polizia municipale, è stato ritenuto valido atto di accertamento e contestuale acquisizione.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    È stato richiamato nel precedente provvedimento cautelare per disporre la sollecita fissazione dell’udienza di merito.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili abusivi, dell’area di sedime e dell’ulteriore superficie nei limiti di legge costituisce effetto automatico della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine di novanta giorni; il successivo atto comunale ha natura dichiarativa e non costitutiva dell’acquisizione.
  • L’acquisizione gratuita non richiede un esercizio discrezionale del potere, ma il solo accertamento dell’inottemperanza e del decorso del termine assegnato per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.
  • L’estraneità dell’erede alla realizzazione dell’abuso, la mancata conoscenza dell’ordine di demolizione e il decesso dell’autore dell’abuso non impediscono la conclusione del procedimento acquisitivo quando l’effetto acquisitivo si sia già prodotto per l’inottemperanza del dante causa.
  • La mancata previa notificazione di uno specifico verbale di accertamento dell’inottemperanza non impedisce l’acquisizione, se l’effetto acquisitivo si è prodotto automaticamente con la scadenza del termine di demolizione e il provvedimento successivo contiene comunque un valido accertamento, anche mediante recepimento delle risultanze della polizia municipale.
  • Il provvedimento di acquisizione può individuare l’area mediante dati catastali, descrizioni e planimetrie, senza che il frazionamento catastale debba necessariamente precedere l’adozione dell’atto; frazionamento e trascrizione sono attività successive della fase esecutiva e l’ulteriore superficie può essere specificata con atto successivo, nel limite massimo di dieci volte la superficie abusiva.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàLegittimo affidamentoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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