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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18264/2025 del 14/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen., lamentando che la Corte territoriale, pur essendo stato proposto con il quarto motivo di appello la sostituzione della pena detentiva con la semilibertà ai sensi dell'art. 55 legge n. 689/1981, non aveva fornito alcuna motivazione su tale richiesta. Si osservava inoltre che non sussistevano le condizioni ostative previste dall'art. 59 legge n. 689/1981, per cui non è possibile ritenere operante alcun diniego implicito della sostituzione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha constatato l'omissione di motivazione da parte della Corte territoriale circa la richiesta di applicazione della sanzione sostitutiva della semilibertà, e ha affermato che dal residuo tessuto motivazionale non emergono elementi idonei a configurare un esame implicito della specifica doglianza. Ha quindi annullato la sentenza impugnata limitatamente al profilo dell'applicazione della pena sostitutiva e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Palermo per un nuovo giudizio esclusivamente su quel punto.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    La Cassazione ha applicato la norma come criterio di valutazione della completezza della motivazione: la sentenza di merito deve affrontare e motivare specificamente le censure dedotte, e l'omessa o inidonea motivazione integra motivo di cassazione.

  • art. 55 legge n. 689/1981

    La richiesta di sostituzione della pena detentiva con la sanzione sostitutiva della semilibertà richiesta dall'imputato doveva essere esaminata e motivatamente respinta o accolta; l'omessa considerazione della richiesta costituisce vizio da correggere.

  • art. 59 legge n. 689/1981

    La Corte ha rilevato che le condizioni ostative previste dall'art. 59 non risultavano sussistenti in modo certo; il mero riferimento ai precedenti penali non è di per sé sufficiente a escludere la sostituibilità se non collegato da adeguata motivazione circa l'affidabilità e le garanzie del condannato.

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    La causa è stata trattata in forma cartolare (senza discussione orale) come previsto dalla norma; ciò non esclude l'obbligo di motivazione sul punto dedotto in gravame.

Massime di principio

  • Quando l'imputato chiede espressamente in appello la sostituzione della pena detentiva con una sanzione alternativa (es. semilibertà ai sensi dell'art. 55 l. 689/1981), la corte di merito è tenuta a esaminare e motivare specificamente tale richiesta: l'omissione di motivazione su un punto determinante costituisce vizio rilevante ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • Il semplice richiamo ai precedenti penali dell'imputato non è automaticamente idoneo a motivare il rigetto di una sanzione sostitutiva; occorre spiegare come tali precedenti concretamente rendano incompatibile l'applicazione della misura sostitutiva (es. sintomi di personalità trasgressiva che compromettano le garanzie richieste).
  • In caso di omissione motivazionale parziale (solo su taluni profili, non sull'intera sentenza), la Corte di Cassazione può annullare limitatamente alla parte viziata e disporre il rinvio ad altra sezione del giudice di merito per rideterminare quel profilo.
  • La valutazione delle condizioni ostative previste dalla legge (es. art. 59 l. 689/1981) richiede un giudizio concreto e motivato; non è sufficiente enunciare generici elementi ostativi senza collegamento logico-fattuale.
  • Dal punto di vista difensivo, è utile indicare in modo chiaro e puntuale le ragioni per cui ricorrono i presupposti per la sanzione sostitutiva e anticipare, se possibile, come eventuali precedenti non precludono l'applicazione della misura (es. elementi di buon inserimento sociale, lavoro, esigenze familiari, ecc.).

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