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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21753/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il motivo privo di specificità perché meramente reiterativo di doglianze già esaminate e disattese in appello, condividendo la motivazione della Corte territoriale sulla tempestività della querela. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per omessa declaratoria di improcedibilità del reato di truffa, sostenendo che la querela della persona offesa fosse stata proposta oltre il termine di legge. In sostanza, la doglianza riguardava la tardività della querela e, quindi, la mancata considerazione dell'estinzione/improcedibilità dell'azione penale per difetto di tempestiva proposizione della stessa. La Corte di cassazione ha rilevato che il motivo riproduceva censure già formulate in appello e già respinte con motivazione congrua, e che la persona offesa aveva acquisito piena e precisa conoscenza del fatto solo al momento della verifica del protesto dell'assegno, non essendo sufficiente prima un mero sospetto.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    norma incriminatrice del reato contestato alla ricorrente, rispetto al quale si discuteva della tempestività della querela

  • art. 124, comma 1, c.p.

    il termine per proporre querela decorre dal momento in cui la persona offesa abbia conoscenza precisa, certa e diretta del fatto, tale da consentirle di valutare consapevolmente la presentazione della querela

Massime di principio

  • Ai fini della decorrenza del termine per proporre querela, non basta un generico sospetto: è necessaria una conoscenza precisa, certa e diretta del fatto-reato, completa degli elementi essenziali per determinarsi alla querela.
  • La tempestività della querela va valutata in concreto, verificando il momento in cui la persona offesa ha acquisito piena consapevolezza dell'illecito; se tale consapevolezza matura solo successivamente, la querela è tempestiva anche se il fatto era già in parte intuibile prima.
  • In cassazione è inammissibile il motivo di ricorso che si limiti a riproporre questioni già dedotte in appello e già specificamente esaminate e respinte dalla sentenza impugnata, senza confrontarsi in modo effettivo con la motivazione di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTruffa
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
SottomaterieTruffa aggravata
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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