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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08700/2026 del 05/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna a sei mesi di reclusione per la violazione dell'art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011, contestata per un fatto commesso in Gela il 02/12/2022. Con il primo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 131-bis c.p., lamentando carenze motivazionali e chiedendo un riesame nel merito della vicenda, sostenendo che la condotta sarebbe stata episodica e compatibile con la particolare tenuità del fatto. Con il secondo motivo ha censurato la mancata piena espansione degli effetti delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo ancora l'episodicità della condotta e contestando la valutazione del trattamento sanzionatorio, ma la Corte ha rilevato che la pena era stata determinata anche in ragione del bilanciamento con le aggravanti contestate.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse motivato in modo logico e coerente sia il diniego della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., valorizzando precedenti penali e reiterazione della condotta dopo un precedente analogo per il quale era già stato concesso il beneficio, sia la valutazione sulle attenuanti generiche. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011

    norma incriminatrice posta a base della condanna confermata in appello

  • art. 131-bis c.p.

    la particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando la motivazione di merito valorizzi elementi concreti come precedenti penali e reiterazione della condotta, senza che il ricorrente indichi specifici elementi trascurati dai giudici di merito

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e, salvo esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

  • art. 62-bis c.p.

    le circostanze attenuanti generiche non impongono una riduzione automatica della pena, soprattutto quando il giudice abbia già effettuato il bilanciamento con aggravanti contestate

Massime di principio

  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo quando sia sorretto da una motivazione che valorizzi dati fattuali specifici, come precedenti penali e reiterazione della condotta, e il ricorrente non alleghi elementi concreti ulteriori idonei a dimostrare i presupposti applicativi della causa di non punibilità.
  • Il controllo di legittimità non consente una rivalutazione del merito della vicenda se la decisione impugnata ha rispettato le regole della logica e le risultanze processuali.
  • Le circostanze attenuanti generiche non determinano automaticamente una diversa e più favorevole misura della pena, specie quando la quantificazione sanzionatoria risulti influenzata anche dal bilanciamento con aggravanti contestate.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in assenza di cause di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

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