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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30885/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che ha rigettato l'opposizione ex art. 183-quater disp. att. c.p.p. avverso il sequestro preventivo e la confisca, disposti ai sensi dell'art. 240-bis c.p., di un terreno intestato formalmente alla madre di Cimato (Costanza Costa). Hanno dedotto violazione e erronea applicazione delle norme processuali citate, nonché contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in relazione all'art. 42 Cost. e all'art. 1 Prot. 1 Cedu. Sostenevano in particolare che la sproporzione patrimoniale non può da sola giustificare la confisca, che la Corte territoriale non ha considerato somme lecite (liquidazione assicurativa, finanziamenti, piani di pagamento dilazionato e la natura dei ratei del mutuo) e che la valutazione temporale e quantitativa degli esborsi è errata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha preliminarmente precisato i limiti di legittimazione del terzo in sede di esecuzione (il terzo può rivendicare la titolarità del bene ma usualmente non contestare i presupposti generali della confisca), osservando tuttavia che nel caso concreto sono stati affrontati entrambi i profili (titolarità effettiva e presupposti della confisca). Sul merito la Corte ha ritenuto che la censura fosse essenzialmente una rinnovata valutazione di merito e che non emergessero vizi logico-argomentativi nella motivazione della Corte d'appello: la sproporzione tra redditi dichiarati e impegno economico per l'acquisto del terreno risultava probatoria dell'utilizzo di provviste di origine illecita riconducibili a Cimato, e le entrate dedotte a favore di Costa non bastavano a spiegare l'investimento una volta considerati i correlati oneri (mutuo, finanziamenti, rate non versate). La Cassazione confermò la decisione di rigetto dell'opposizione.

Norme richiamate

  • art. 183-quater disp. att. c.p.p.

    art. 183-quater disp. att. cod. proc. pen.

    Disciplina l'opposizione in sede di esecuzione: la terza parte può rivendicare la titolarità del bene, ma il sindacato sul merito dei presupposti della misura è limitato; la sentenza ricorda i limiti della legittimazione del condannato e del terzo.

  • art. 240-bis c.p.

    Norma sulla confisca allargata/nei beni di provenienza illecita: la sproporzione patrimoniale costituisce un indizio rilevante nel quadro complessivo per l'applicazione della confisca.

  • art. 42 Cost.

    Tutela del diritto di proprietà invocata dai ricorrenti; la Corte valuta il bilanciamento tra diritto di proprietà e misure ablative fondate su giustificati indizi di illecita provenienza.

  • art. 1 Prot. 1 Cedu

    art. 1 Protocollo n. 1 CEDU

    Richiamato dai ricorrenti per la tutela patrimoniale; la Corte ritiene compatibile l'ablazione quando adeguatamente motivata sulla base di indizi di illecita provenienza e nel rispetto delle garanzie processuali.

  • art. 606 c.p.p.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Elenca i motivi di cassazione dedotti: il ricorso era fondato su vizio di motivazione e violazione di norme processuali, ma la Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimità quando si tratta di rivalutazione dei fatti.

Massime di principio

  • La sproporzione patrimoniale è un indizio rilevante ma non autonomamente decisivo: va valutata nel quadro complessivo degli altri elementi che possano collegare il bene a proventi illeciti.
  • Il terzo formale intestatario può proporre opposizione in esecuzione per dimostrare la propria titolarità effettiva, ma in linea generale non può estendere la propria legittimazione a contestare tutti i presupposti della confisca salvo che il giudice abbia già affrontato tali profili.
  • La Corte di legittimità non ammette una mera rinnovata lettura alternativa dei fatti: per ottenere accoglimento è necessario dimostrare vizi logico-argomentativi o violazioni di diritto, non solo proporre una diversa ricostruzione probatoria.
  • Documentazione su mutui, finanziamenti, piani di pagamento dilazionato e liquidazioni assicurative è fondamentale: tali elementi possono spiegare la provenienza lecita di provviste, ma il loro impatto deve essere valutato considerando anche gli oneri correlati (rimborso mutuo, finanziamenti, rate non versate).
  • La prossimità temporale fra acquisto del bene e lo svolgimento dell'attività illecita è un elemento che rafforza il sospetto di impiego di provviste illecite e può soddisfare il requisito di ragionevolezza richiesto per la confisca.
  • In fase di opposizione ex art. 183-quater, la difesa deve puntare a dimostrare l'effettiva titolarità e fornire prove concrete che neutralizzino la sproporzione patrimoniale o giustifichino la fonte lecita delle risorse; altrimenti il sindacato di merito difficilmente sarà ribaltato in Cassazione.

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