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Sentenza

Sentenza n. 313/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento a) della Delibera della Giunta Comunale n. -OMISSIS- “Disposizioni sull'efficacia delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative - atto di indirizzo agli uffici e cronoprogramma attività per la redazione del P.U.A.D”, nella parte in cui ha disposto di avviare entro il 30.11.2025 le procedure comparative per le concessioni su aree demaniali marittime includendovi, senza distinzione, anche i dehors pertinenziali dei pubblici esercizi siti su proprietà privata contigua; b) per quanto occorrer possa del Regolamento Comunale per l'occupazione delle aree demaniali marittime - approvato con Deliberazione Consiliare n. -OMISSIS-, e modificato da ultimo con Delibera di C.C. n. -OMISSIS-; - del Progetto Utilizzo Aree Demaniali Marittime (PUADM), adottato con deliberazione consiliare n. -OMISSIS-, e successivamente modificato con Delibera di C.C. n. -OMISSIS-, ove e in quanto interpretati nel senso di assoggettare a gara anche i dehors pertinenziali; c) di ogni atto presupposto, connesso e/o conseguente, comunque lesivo degli interessi della società ricorrente, ivi compresi eventuali avvisi, linee guida, bandi o atti di gara da adottarsi in attuazione della Delibera n. -OMISSIS-, in parte qua.

Giustizia amministrativa202501093

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera della Giunta comunale che programmava l’avvio di procedure comparative per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, senza escludere i dehors pertinenziali, nonché gli atti comunali presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha sostenuto che l’area demaniale destinata al dehor, in quanto pertinenziale rispetto al pubblico esercizio situato su proprietà privata contigua, fosse soggetta a un regime concessorio speciale e potesse essere assegnata direttamente, senza gara. Ha dedotto: l’erronea assimilazione dei dehors alle concessioni demaniali autonome; l’assenza di rilevanza dell’area ai fini della scarsità della risorsa e della quota minima di arenile libero; il contrasto con il regolamento comunale e con il PUADM; il difetto di istruttoria e di proporzionalità per mancata ricognizione delle diverse tipologie di concessioni e mancata adozione di modalità meno invasive della gara; la disparità di trattamento e la violazione dell’art. 36 del Codice della navigazione; l’anticipazione delle procedure selettive rispetto al termine previsto dal d.l. n. 131/2024; la violazione delle previgenti disposizioni regolamentari e pianificatorie comunali. Nelle more del giudizio il Comune ha modificato il regolamento, stabilendo che anche le aree destinate a dehors fossero assegnate nel rispetto della libera concorrenza e della parità di trattamento, mediante selezione pubblica aperta agli esercizi prospicienti o adiacenti entro trenta metri.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, accogliendo l’eccezione del Comune. La successiva delibera consiliare, non impugnata, ha introdotto una disciplina specifica e autonomamente lesiva per i dehors, prevedendo la loro assegnazione mediante selezione pubblica e ammettendo una pluralità di operatori prospicienti o adiacenti. Anche l’eventuale annullamento della delibera di Giunta non avrebbe quindi consentito alla ricorrente di ottenere l’affidamento diretto dell’area. Il TAR ha inoltre esaminato ad abundantiam il merito, ritenendo infondati tutti i motivi. La natura pertinenziale del dehor non sottrae l’area al regime dei beni demaniali né esclude la contendibilità quando vi siano più operatori interessati. La scarsità della risorsa dipende dalla natura e dalla disponibilità del bene, non dalla sua qualificazione pertinenziale; nel caso concreto, le aree demaniali del lungomare di un Comune turistico sono state ritenute scarse sia quantitativamente sia qualitativamente. La gara discende dai principi eurounitari e nazionali di concorrenza, trasparenza e imparzialità, non soltanto dalle disposizioni comunali. È stata ritenuta proporzionata la disciplina che limita la platea ai pubblici esercizi prospicienti o adiacenti entro trenta metri. Il termine di proroga generalizzata delle concessioni demaniali marittime previsto dal d.l. n. 131/2024 è stato ritenuto contrastante con il diritto eurounitario e quindi disapplicabile, conformemente alla giurisprudenza richiamata. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in euro 4.000, oltre spese generali, CPA e IVA.

Norme richiamate

  • art. 11-bis l.r. n. 13/1999

    quota minima del 40% di arenile libero

    Le aree demaniali marittime destinate a dehors, in quanto demaniali a tutti gli effetti, non beneficiano di un trattamento derogatorio rispetto ai limiti minimi di spiaggia libera.

  • art. 36 Cod. nav.

    La natura pertinenziale dell’area destinata al dehor non esclude l’applicazione dei principi che impongono la contendibilità e la selezione pubblica quando vi sia una pluralità di aspiranti.

  • d.l. n. 131/2024

    proroga generalizzata dell’efficacia delle concessioni demaniali marittime in essere al 30 settembre 2027

    La proroga generalizzata è stata ritenuta contrastante con la normativa eurounitaria e deve essere disapplicata; non impedisce quindi l’avvio delle procedure selettive.

  • principi eurounitari e nazionali di libera concorrenza, trasparenza e imparzialità

    Le concessioni di beni demaniali scarsi e contendibili devono essere assegnate mediante procedure selettive pubbliche, anche quando l’area sia destinata a un dehor pertinenziale.

Massime di principio

  • La natura pertinenziale di un’area demaniale marittima destinata a dehor non comporta, di per sé, l’esclusione dalla gara né attribuisce al titolare dell’esercizio commerciale un diritto all’assegnazione diretta.
  • Quando un bene demaniale marittimo è potenzialmente conseguibile da una pluralità di operatori, esso è contendibile e deve essere assegnato mediante una selezione pubblica ispirata a trasparenza, concorrenza e imparzialità.
  • La scarsità di una risorsa demaniale dipende dalla natura e dalla disponibilità del bene, non dalla sua qualificazione come pertinenza di un’attività privata; la destinazione pertinenziale non esclude quindi l’applicazione dei principi pro-concorrenziali.
  • Una disciplina comunale che limiti la partecipazione alla gara agli esercizi prospicienti o adiacenti, entro una distanza ragionevole dall’area, può costituire una forma proporzionata di tutela della relazione funzionale tra dehor e attività principale, senza eliminare la contendibilità del bene.
  • La sopravvenienza di un atto autonomamente lesivo, non impugnato, che disciplina in modo completo la materia e impedisce comunque il conseguimento del bene mediante assegnazione diretta determina la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro il precedente atto generale.
  • Una proroga generalizzata delle concessioni demaniali marittime incompatibile con il diritto dell’Unione europea deve essere disapplicata dal giudice nazionale e non impedisce l’avvio di procedure selettive.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseConcorrenza ed evidenza pubblicaPrimato del diritto UE e disapplicazioneProporzionalità e ragionevolezza

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