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Cassazione Civile, Ordinanza n. 39055/2021 del 09/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento IVA relativo all'anno d'imposta 2011 emesso nei confronti di un Comune in relazione alla gestione del servizio idrico integrato. La Commissione tributaria regionale aveva confermato la decisione di primo grado ritenendo esente da IVA la concessione in uso della rete idrica a una società a partecipazione pubblica, con contestuale accollo da parte del gestore delle rate di ammortamento di un finanziamento acceso dall'ente locale presso la Cassa Depositi e Prestiti per investimenti sugli impianti affidati in gestione. Con l'unico motivo di ricorso l'Agenzia delle Entrate ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 4 e 13 del D.P.R. 633/1972 e dell'art. 153 del D.Lgs. 152/2006, sostenendo che l'accollo delle rate di ammortamento costituiva il corrispettivo della concessione in uso e, come tale, doveva essere assoggettato a IVA. Il Comune ha resistito con controricorso chiedendo anche la trattazione in pubblica udienza.

La decisione

La Corte ha disatteso l'istanza di pubblica udienza e ha ritenuto fondato il ricorso. Dopo aver ricostruito la disciplina del servizio idrico integrato e il contenuto della convenzione di gestione, la Corte ha qualificato l'operazione come prestazione di servizi resa nell'esercizio di un'attività economicamente rilevante e ha affermato che le somme corrispondenti al rimborso delle rate di mutuo/pagamento delle passività pregresse costituiscono corrispettivo imponibile ai fini IVA ai sensi dell'art. 13 del D.P.R. 633/1972. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, per nuovo esame conformemente al principio affermato.

Norme richiamate

  • art. 380-bis c.p.c.

    "Ritenuta la sussistenza delle condizioni per definire il ricorso ai sensi dell'art. 380-bis cod. proc. civ."

    La Corte può definire il ricorso in camera di consiglio quando ricorrono i presupposti procedurali previsti dalla norma.

  • art. 3 D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633

    Rientrano nel campo IVA anche le prestazioni derivanti da obbligazioni di fare, non fare o permettere, quale ne sia la fonte; la messa a disposizione delle infrastrutture idriche è stata ricondotta a tale nozione.

  • art. 4 D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633

    L'attività del Comune che concede in uso le infrastrutture idriche è stata considerata attività economicamente rilevante ai fini IVA.

  • art. 13 D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633

    "dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore secondo le condizioni contrattuali, compresi (...) i debiti o altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente"

    La base imponibile comprende anche i debiti o oneri verso terzi accollati; dunque il rimborso delle passività pregresse integra corrispettivo imponibile.

  • art. 153 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    La disciplina del servizio idrico integrato e i rapporti con il gestore confermano che l'accollo delle passività pregresse è parte del rapporto sinallagmatico di concessione e non un elemento estraneo al corrispettivo.

  • art. 141 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    Definisce il servizio idrico integrato e i suoi principi di gestione, utilizzati per inquadrare la fattispecie.

  • art. 142 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    Attribuisce a Regioni ed enti locali le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato.

  • art. 143 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    Qualifica le infrastrutture idriche pubbliche come demaniali e inalienabili.

  • art. 150 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    Regola la scelta della forma di gestione e l'affidamento del servizio idrico integrato.

  • art. 151 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    I rapporti tra autorità d'ambito e gestori sono regolati da convenzioni che disciplinano anche gli obblighi connessi alla gestione e alla restituzione delle opere.

  • art. 154 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    Le infrastrutture idriche sono affidate in concessione d'uso gratuita al gestore, il quale assume gli oneri previsti; il trasferimento delle passività pregresse è considerato nel sistema tariffario.

  • art. 12, comma 2, L. 5 gennaio 1994 n. 36

    Richiamato quale antecedente normativo della disciplina applicata ratione temporis al servizio idrico integrato.

  • art. 11 L. 5 gennaio 1994 n. 36

    Richiamato quale antecedente normativo della convenzione di gestione del servizio idrico integrato.

  • art. 12, comma 2, L. 5 gennaio 1994 n. 36

    La Corte vi collega il principio secondo cui il corrispettivo della concessione in uso della rete è commisurato anche al rimborso dei mutui pregressi.

  • art. 153, comma 2, D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152

    È richiamato per affermare che il corrispettivo della cessione del diritto d'uso della rete idrica, parametrato al rimborso delle rate di mutuo, è imponibile.

  • art. 2, comma 3, lett. a, D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633

    La Corte esclude che l'operazione potesse essere esclusa dall'IVA sulla base della qualificazione prospettata dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Nel campo IVA, il corrispettivo di una prestazione può essere integrato anche dall'accollo di debiti o oneri verso terzi, quando tale accollo costituisca parte del sinallagma contrattuale.
  • La concessione in uso di infrastrutture pubbliche può integrare una prestazione di servizi ai fini IVA se la messa a disposizione del bene consente al concessionario lo sfruttamento economico del complesso affidato.
  • L'assenza di un accollo esterno verso il creditore non esclude che l'obbligazione interna di rimborso delle passività pregresse costituisca corrispettivo imponibile, ove assunta come controprestazione della concessione.
  • Per stabilire se somme versate nell'ambito di una convenzione costituiscano corrispettivo IVA occorre guardare alla sostanza economico-giuridica dell'operazione e alla funzione che tali somme assolvono nel rapporto contrattuale.
  • Quando la concessione di beni e impianti pubblici è inserita in una gestione imprenditoriale del servizio, i relativi compensi vanno valutati nell'ambito della disciplina IVA come elementi della base imponibile.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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