Cassazione Penale, Sentenza n. 35371/2024 del 20/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi hanno censurato la sentenza di appello sotto più profili: il Procuratore generale ha chiesto il riconoscimento dell'aggravante del "metodo mafioso" (art. 416-bis.1 c.p.), sostenendo che le condotte erano idonee a richiamare la forza intimidatrice delle associazioni mafiose; i difensori dei fratelli Fotia hanno impugnato la riconoscibilità del reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353 c.p.), la sussistenza del concorso di persone e la valutazione della recidiva e delle circostanze attenuanti, nonché la misura della pena dopo l'esclusione dell'aggravante.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato tutti i ricorsi. Ha confermato le condanne pronunciate in favore delle fattispecie ascritte (artt. 110, 353, 416-bis.l c.p. nel capo di imputazione come ricostruito dai giudici di merito), ma ha mantenuto la decisione dei giudici di merito di escludere l'aggravante del "metodo mafioso" in relazione all'art. 416-bis.1 c.p., ritenendo le condotte, pur minacciose, prive dei connotati concreti del metodo mafioso (valutate modalità, contenuto delle frasi, durata e contesto territoriale). Ha inoltre respinto i profili difensivi relativi all'assenza di una "gara" formale, al mancato concorso e alle questioni di recidiva e attenuanti quando non tempestivamente dedotte in grado di appello; ha condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 416-bis.1 cod. pen.
L'aggravante per l'uso del metodo mafioso può applicarsi anche senza provare il collegamento effettivo a un'associazione mafiosa costituita; tuttavia è necessario che la violenza o la minaccia siano concretamente riconducibili alla forza intimidatrice propria di tali associazioni. Nella valutazione contano il contenuto dell'atto intimidatorio, il contesto specifico e il contesto territoriale.
art. 353 cod. pen.
La turbata libertà del procedimento di scelta del contraente si realizza non solo nelle gare formali con incanto ma anche in procedure concorsuali o in situazioni in cui siano preventivamente indicati criteri di selezione; il turbamento può realizzarsi anche anteriormente alla formale instaurazione della gara se diretto a impedire la partecipazione di un soggetto.
art. 110 cod. pen.
Concorso di persone nel reato: la Corte di merito ha potuto ritenere il concorso in reato sulla base di modalità delle condotte e di un comune intento finalizzato a impedire offerte.
art. 7 legge 23/11/1991 n. 203
Rinvio normativo utilizzato nella valutazione dell'aggravante collegata all'art. 416-bis; la Corte ha escluso l'applicazione in concreto, motivando sull'assenza dei tratti tipici del metodo mafioso.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che prevede la condanna alle spese processuali; applicata ai ricorrenti per il rigetto dei ricorsi.
art. 47 legge 26 luglio 1975 n. 354
Riferita dai difensori in tema di estinzione degli effetti penali di precedenti condanne (affidamento in prova); la Corte ha ritenuto la questione non tempestivamente dedotta in grado di appello ove rilevante.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la valutazione delle circostanze attenuanti generiche: la valutazione è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata.
art. 99 cod. pen.
Richiamato in relazione al divieto di aumenti per recidiva che superino il cumulo delle pene precedenti; i rilievi difensivi su tale punto sono stati ritenuti non prospettati in grado d'appello e quindi inammissibili in Cassazione.
Massime di principio
- Per il riconoscimento dell'aggravante del 'metodo mafioso' non è necessario provare l'appartenenza a un'associazione mafiosa, ma la condotta deve presentare caratteristiche concrete riconducibili alla forza intimidatrice di tali associazioni: contenuto delle minacce, modalità, durata e contesto territoriale vanno valutati nel loro insieme.
- La fattispecie di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353 c.p.) può applicarsi anche in assenze di formalità procedurali: una "gara" è configurabile ogni qualvolta esistano criteri preventivamente noti di selezione delle offerte; il turbamento può avvenire anche prima dell'instaurazione formale della gara se volto a impedire la partecipazione.
- Il concorso di persone può essere desunto dalla convergenza delle modalità di condotta e dal comune fine perseguito (es. disincentivare offerte per impedire la vendita a terzi), anche in mancanza di presenza simultanea a tutti gli eventi, purché la motivazione dei giudici di merito sia logica e congrua.
- Questioni non dedotte in grado di appello o nuove doglianze rilevabili solo a mezzo del giudizio di merito sono in genere inammissibili in Cassazione; pertanto è essenziale sollevare in tempo tutte le censure rilevanti in sede di appello.
- La valutazione delle circostanze attenuanti generiche e della recidiva è discrezionale del giudice di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata; contestazioni generiche sul punto possono essere dichiarate inammissibili.
- In casi simili, per difendersi efficacemente: documentare l'assenza di collegamento delle minacce al contesto mafioso (durata, contenuto, contesto territoriale), dimostrare che non esisteva una procedura concorsuale formalmente vincolante o che le condotte non hanno inciso sulla libertà di partecipazione, e sollevare tempestivamente in appello tutte le doglianze relative a recidiva e attenuanti.
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