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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12719 n. 31540 del 06/05/2025

UNICOOP TIRRENO/COOP CENTRO ITALIA

AGCMC12719

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha esaminato la fusione per incorporazione di Coop Centro Italia in Unicoop Tirreno, destinata a dare vita a Unicoop Etruria. L’operazione riguarda la distribuzione moderna di largo consumo e gli approvvigionamenti centralizzati Coop Italia. L’Autorità ha ritenuto che non emergano criticità concorrenziali significative nei mercati locali interessati e ha deliberato di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990.

Unicoop Tirreno / Coop Centro Italia: fusione per incorporazione, autorizzata senza avvio istruttoria

Unicoop Tirreno / Coop Centro Italia: fusione per incorporazione nella GDO

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha esaminato la fusione per incorporazione di Coop Centro Italia Soc. Coop. in Unicoop Tirreno Soc. Coop., operazione che porterà alla nascita di Unicoop Etruria Soc. Coop. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito del controllo delle concentrazioni ai sensi della legge n. 287/1990.

Le parti

Unicoop Tirreno è una cooperativa attiva nella distribuzione moderna di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, con 120 punti vendita tra Toscana, Lazio e Umbria. Coop Centro Italia opera nel medesimo settore con 77 punti vendita localizzati in varie province del Centro Italia. Entrambe aderiscono a Coop Italia, centrale d’acquisto nazionale del sistema Coop, e al Distretto Tirrenico. CCI controlla inoltre Superconti Supermercati S.r.l., che gestisce la rete di vendita a insegna "Superconti", e Superconti Service S.r.l.

L’operazione

L’operazione consiste in una fusione per incorporazione ai sensi dell’art. 2501 c.c.: CCI, quale incorporanda, si estinguerà e UTI, quale incorporante, succederà in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi. La società risultante assumerà la denominazione di Unicoop Etruria Soc. Coop.; le quote saranno ripartite tra tutti gli attuali soci di UTI e CCI e la governance sarà di tipo dualistico, con Consiglio di Sorveglianza e Consiglio di Gestione.

Qualificazione giuridica e notifica

L’AGCM qualifica la fusione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, perché comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di un’impresa. L’operazione non ricade nel campo di applicazione del Reg. (CE) n. 139/2004, ma è soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato complessivo nazionale delle imprese interessate supera 582 milioni di euro e ciascuna delle due imprese supera 35 milioni di euro.

Mercati rilevanti

L’Autorità considera:

  • il mercato locale della vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo nella GDO;
  • il mercato nazionale degli approvvigionamenti di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo.

Nel retail, richiama la distinzione tra superette, supermercati, ipermercati e discount. In linea con la prassi più recente, i discount vengono ricompresi nei mercati delle corrispondenti fasce dimensionali. I mercati locali sono definiti tramite isocrone: 10 minuti di guida per le superette e 15 minuti per supermercati e ipermercati.

La Target è presente con:

  • 6 superette;
  • 67 supermercati;
  • 4 ipermercati.

Sul versante degli approvvigionamenti, l’Autorità conferma l’impostazione secondo cui la dimensione del mercato è generalmente nazionale e non ritiene necessario procedere a una delimitazione merceologica puntuale.

Valutazione concorrenziale nel retail

L’operazione genera sovrapposizioni orizzontali in 10 isocrone. L’Autorità distingue tre situazioni:

  • in 5 isocrone le quote post-merger restano sotto il 25%, con incrementi poco rilevanti, talvolta inferiori all’1%;
  • in 3 isocrone le quote congiunte risultano poco superiori al 25% ([25-30%]) e i diversion ratio sono pari a circa 17%, 20% e 4%;
  • in 2 isocrone le quote post-merger si collocano intorno al [40-45%], ma con incrementi minimi ([1-5%]) e diversion ratio estremamente bassi (0,6% e 0,4%).

L’AGCM sottolinea inoltre la presenza, nei mercati locali considerati, di numerosi concorrenti qualificati con quote significative. In una delle aree menzionate, il primo concorrente presenta una quota sensibilmente superiore a quella delle parti. Inoltre, rileva che le imprese fanno parte del sistema Coop Italia, caratterizzato da una pressione competitiva interna più attenuata per via del marchio comune e dell’affiliazione.

Mercato degli approvvigionamenti

Sul fronte dell’approvvigionamento, l’Autorità osserva che nel settore della GDO operano oltre venti catene distributive e che dieci di esse superano il 3% di quota nazionale. Poiché entrambe le parti aderiscono alla medesima centrale d’acquisto, Coop Italia, la fusione non modifica il loro posizionamento nel mercato nazionale degli acquisti.

Esito

Alla luce di tali elementi, l’AGCM conclude che la concentrazione non è idonea a ostacolare in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati né a costituire o rafforzare una posizione dominante, ai sensi dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990. L’Autorità delibera pertanto di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990.

Punti principali

Parti e assetto pre-merge

Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia sono due società cooperative attive nella GDO di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, con punti vendita in più regioni del Centro Italia. Entrambe aderiscono al consorzio nazionale Coop Italia per gli approvvigionamenti e al Distretto Tirrenico. CCI controlla inoltre Superconti Supermercati e Superconti Service.

Descrizione dell’operazione

L’operazione consiste nella fusione per incorporazione di CCI in UTI ai sensi dell’art. 2501 c.c. All’esito, CCI si estinguerà e la società incorporante subentrerà in tutti rapporti attivi e passivi. La nuova società assumerà la denominazione di Unicoop Etruria Soc. Coop. e avrà governance dualistica.

Qualificazione e disciplina applicabile

L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, poiché comporta acquisizione del controllo esclusivo di un’impresa. La concentrazione ricade nella disciplina nazionale, non essendo integrati i presupposti dell’art. 1 del Reg. (CE) n. 139/2004. È soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, in ragione del superamento delle soglie di fatturato.

Mercati rilevanti considerati

L’Autorità individua i mercati locali della vendita al dettaglio nella GDO e il mercato nazionale degli approvvigionamenti. Per il retail considera superette, supermercati e ipermercati, includendo anche i discount nelle rispettive fasce dimensionali; per il geografico utilizza isocrone di 10 minuti per le superette e 15 minuti per supermercati e ipermercati. Sul fronte acquisti, richiama il mercato nazionale dell’approvvigionamento di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, senza definirne ulteriormente la delimitazione merceologica.

Valutazione degli effetti e esito

Le sovrapposizioni orizzontali emergono in 10 isocrone. In 5 aree le quote post-merger restano sotto il 25% e gli incrementi sono modesti. Nelle isocrone con quote leggermente superiori al 25% il diversion ratio resta comunque sotto o vicino alla soglia di attenzione del 20%, con presenza di concorrenti qualificati; nelle due aree con quote circa al 40-45%, l’incremento è minimo e il diversion ratio è molto basso (0,6% e 0,4%). Sul fronte degli approvvigionamenti, entrambe le parti fanno capo a Coop Italia, sicché l’operazione non modifica il posizionamento nazionale. L’AGCM conclude che la concentrazione non ostacola in misura significativa la concorrenza e delibera di non avviare l’istruttoria.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazionifusionegdomercato rilevantequote di mercato

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