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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14239/2026 del 20/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

RUGGIERO impugnava l'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo della somma di denaro rinvenuta nella sua disponibilità nel corso di un procedimento per reati connessi agli artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990. Il ricorrente deduceva: (1) vizio di motivazione e violazione di legge con riferimento al "periculum in mora", lamentando che il Tribunale avesse ritenuto sussistente tale presupposto "in re ipsa" senza spiegare concretezza e attualità; (2) violazione di legge e vizio di motivazione circa la presunta provenienza illecita delle somme e la mancata valutazione dei documenti prodotti a giustificazione, nonché la mancata valutazione delle spiegazioni difensive relative a presunti aiuti da amici e spese familiari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, poiché il Tribunale aveva legittimamente integrato la motivazione del G.i.p., evidenziando esigenze impeditive e anticipatorie rilevanti in sede di misura reale: in particolare, l'ordinanza sottolineava che la disponibilità della somma contante "consentirebbe l'approvvigionamento di ulteriore sostanza stupefacente destinata a sua volta alla rivendita a terzi". Anche il secondo motivo è stato ritenuto infondato: le giustificazioni difensive (aiuti da amici, spese familiari) e i documenti prodotti non erano idonei a provare la lecita provenienza della consistente somma, mancando elementi a comprovare redditi leciti, mentre sussisteva un solido quadro indiziario di quotidiano inserimento nel narcotraffico. Di conseguenza il sequestro è stato ritenuto legittimo e proporzionato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame; qui richiamata quale titolo procedurale dell'atto con cui il Tribunale è stato adito per la conferma del sequestro preventivo

  • art. 321 cod. proc. pen. (commi 1 e 2)

    Prevede il decreto di sequestro preventivo: la Corte ha ritenuto legittimo il decreto ex art. 321, atteso che sussistevano esigenze impeditive e anticipatorie (periculum) riferite alla concrete possibilità che la somma permettesse l'acquisto di ulteriore stupefacente

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale che punisce il traffico illecito di sostanze stupefacenti; il coinvolgimento del ricorrente in reati di questa natura è stato elemento centrale per desumere la illiceità e l'uso illecito della somma sequestrata

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norma che riguarda l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la presenza di indizi di inserimento nel narcotraffico ha rafforzato la valutazione indiziaria circa la provenienza illecita del denaro

Massime di principio

  • La mera produzione di spiegazioni generiche (es. "aiuti da amici" o spese familiari) è insufficiente a dimostrare la lecita provenienza di somme consistenti: è richiesta documentazione concreta e riconducibile a redditi leciti
  • In materia di sequestro preventivo, il "periculum in mora" può essere desunto anche dalla concretà dell'impiego che il denaro può avere per proseguire l'attività delittuosa (es. acquisto di stupefacente): il giudice può integrare e precisare la motivazione del G.i.p. se le esigenze impeditive risultano valutate adeguatamente
  • Un solido quadro indiziario di collegamento del soggetto a traffici di stupefacenti rende più agevole la giustificazione del sequestro di somme ritenute sproporzionate rispetto ai redditi leciti dichiarati
  • In cassazione argomentazioni generiche, non supportate da specifici elementi di fatto o di diritto, rischiano l'inammissibilità: la critica alla motivazione deve essere concreta e dimostrare il vizio nei termini richiesti dalla giurisprudenza
  • Il principio di proporzionalità del sequestro viene valutato con riferimento al complesso delle circostanze: importo del denaro, modus operandi, quadro indiziario e documentazione reddituale presentata dalla difesa

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