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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35273/2024 del 19/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la liberazione anticipata; il diniego era stato motivato con l'esistenza di otto semestri negativi (luglio 2013 - luglio 2017), una sanzione disciplinare per fatto del 28/08/2013, una condotta successiva non ritenuta penalmente rilevante in termini di evasione e la pendenza di un procedimento per falsa testimonianza. Il ricorrente deduceva eccessiva ampiezza del diniego, vizio di motivazione e mancanza di confronto tra i fatti negativi e la complessiva condotta carceraria nei singoli semestri.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo insufficiente e generica la motivazione del Tribunale di Sorveglianza. Ha affermato che la regola della valutazione frazionata per semestri non esclude effetti retroattivi di fatti negativi, ma solo se questi ultimi sono di consistente gravità e adeguatamente motivati. Nel caso concreto il Tribunale non ha valutato autonomamente la gravità della condotta per cui vi fu assoluzione, ha dato un riferimento generico alla pendenza del procedimento per falsa testimonianza e non ha confrontato i fatti negativi con la condotta complessiva nei semestri; ne è derivato un vizio di metodo e meramente apparente motivazione. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Sorveglianza di Napoli per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • Sez. I, sent. n. 11597 del 28/02/2013 (rv 255406)

    Sez. I n.11597 del 28.2.2013, rv 255406

    Conferma il principio che la valutazione della condotta del detenuto ai fini della liberazione anticipata va effettuata per semestri, ma un fatto negativo successivo può avere efficacia retroattiva solo se di consistente gravità e adeguatamente motivato.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 23/05/1995

    Corte Cost. n.186 del 23.5.1995

    Ribadisce il divieto di automatismi nella revoca o cancellazione di benefici penitenziari in conseguenza della commissione di un reato; l'effetto negativo deve essere valutato concretamente e motivato.

Massime di principio

  • La valutazione della condotta ai fini della liberazione anticipata deve essere frazionata per semestri: ogni semestre va valutato distintamente salvo che un fatto successivo, di grave entità, giustifichi ragionevolmente una ricaduta retroattiva.
  • Per far valere retroattivamente un comportamento negativo occorre che esso sia concretamente grave e che il giudice spieghi in modo puntuale i connotati di gravità e il nesso con i semestri precedenti.
  • La mera pendenza di un procedimento o l'esistenza di una sanzione disciplinare non giustificano automaticamente l'estensione temporale del diniego; è necessaria una comparazione tra i fatti negativi e la complessiva condotta carceraria.
  • La motivazione del diniego deve essere completa e specifica: carenza di motivazione o valutazioni generiche costituiscono vizio che può portare all'annullamento e al rinvio per nuovo esame.
  • Per il ricorrente che impugna un diniego: concentrare il motivo sul mancato esame comparativo, sulla mancanza di valutazione della gravità concreta dei fatti negativi e sull'assenza di motivazione che giustifichi l'estensione ai semestri intermedi o antecedenti.

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