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Sentenza

Sentenza n. 4671/2026 - Napoli, Sezione 6

per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio formatosi sulla istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata in data 26.08.2025 e per la condanna dell’amministrazione a definire il procedimento disponendo altresì, per l’ipotesi di ulteriore inottemperanza, la nomina di un Commissario ad acta che provveda in via sostitutiva.

Giustizia amministrativa202602971

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata il 26 agosto 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, dopo avere completato la procedura di primo ingresso in Italia con la sottoscrizione del contratto di soggiorno e il rilascio del modulo 209, presentava alla Questura di Caserta un'istanza di rilascio del permesso di soggiorno. L'amministrazione comunicava un preavviso di diniego fondato sull'irreperibilità del richiedente; quest'ultimo riscontrava tempestivamente indicando una nuova dimora. Nonostante ciò, la Questura non definiva il procedimento entro il termine previsto. Il ricorrente chiedeva quindi la declaratoria di illegittimità del silenzio, l'ordine all'amministrazione di provvedere entro un termine e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR accoglie il ricorso, ritenendo evidente l'obbligo della Questura di definire il procedimento di rilascio del permesso di soggiorno e ormai decorso il relativo termine. Ordina alla Questura di Caserta di concludere il procedimento entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Nomina sin d'ora, per l'eventuale inutile decorso del termine, il Responsabile della Direzione centrale per le politiche migratorie del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno quale commissario ad acta, con facoltà di delega a un dirigente della Direzione. Le spese di giudizio sono compensate per la peculiarità e serialità del contenzioso e per i ritardi riconducibili all'elevato numero di pratiche e all'arretrato. Il ricorrente è ammesso in via definitiva al patrocinio a spese dello Stato; il compenso del difensore è liquidato in euro 1.000, oltre rimborso forfetario, CPA e IVA, a carico dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 117, comma 3, c.p.a.

    Consente al giudice, nell'accogliere l'azione avverso il silenzio, di fissare un termine per la conclusione del procedimento e di nominare un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia dell'amministrazione.

  • art. 82 d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato quale base normativa per la liquidazione del compenso del difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

  • D.M. n. 147/2022

    Richiamato per la liquidazione del compenso professionale, tenuto conto della natura, ridotta complessità e serialità della controversia.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione è obbligata a concludere un procedimento di rilascio del permesso di soggiorno e il termine procedimentale è decorso senza una decisione, il silenzio è illegittimo e il giudice amministrativo può ordinare la definizione del procedimento entro un termine determinato.
  • Nell'accogliere un'azione avverso il silenzio, il giudice amministrativo può nominare già nella sentenza un commissario ad acta, con eventuale facoltà di delega, destinato a operare qualora l'amministrazione non provveda entro il termine assegnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoGiudizio di ottemperanza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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