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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4791/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha denunciato la violazione dell'art. 95 del d.lgs. n. 150/2022 e una errata applicazione della legge penale con riferimento alla decorrenza del termine di 30 giorni per presentare l'istanza di conversione della pena detentiva in pene sostitutive (pena pecuniaria o lavori di pubblica utilità). Sosteneva che il termine dovesse decorrere non dall'irrevocabilità formale della sentenza ma dal momento in cui egli ebbe effettiva conoscenza della decisione (ossia dalla notifica dell'ordine di esecuzione/ordine di carcerazione).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato che, secondo il testo e l'interpretazione consolidata dell'art. 95 d.lgs. n. 150/2022 e delle norme connesse, il termine decadenziale di 30 giorni per chiedere la sostituzione della pena decorre dall'irrevocabilità della sentenza; nel caso di decisione dichiarativa di inammissibilità in Cassazione tale momento coincide con la pronuncia dell'ordinanza che dichiara inammissibile il ricorso. La Corte ha inoltre ritenuto che, essendo stata comunicata alle parti la fissazione dell'udienza in cui è stata pronunciata l'ordinanza, l'imputato era posto nella condizione di conoscere l'esito e aveva il dovere di informarsi; pertanto l'istanza è stata considerata tardiva e l'ordinanza impugnata è stata confermata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 150/2022, art. 95

    Disciplina transitoria che consente, per procedimenti pendenti dinanzi alla Corte di cassazione alla data di entrata in vigore, la presentazione al giudice dell'esecuzione di istanze di sostituzione della pena entro 30 giorni dall'irrevocabilità della sentenza; la Corte interpreta il termine come ancorato formalmente all'irrevocabilità.

  • codice di procedura penale, art. 127, comma 7

    Prevede che l'ordinanza sia comunicata o notificata senza ritardo ai soggetti indicati; la Corte evidenzia che l'avviso della data dell'udienza mette le parti nella condizione di conoscere l'esito e che la pronuncia in udienza fissata non richiede sempre una nuova notifica.

  • codice di procedura penale, art. 648, comma 2 (ultimo periodo)

    Ai fini del giudizio di legittimità, l'irreversibilità della sentenza in caso di ricorso coincide con la pronuncia dell'ordinanza o della sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso; la Corte usa questo parametro per determinare il momento di decorrenza del termine di 30 giorni.

  • codice di procedura penale, art. 666

    Regola la competenza del giudice dell'esecuzione in materia di esecuzione della sentenza e delle istanze relative alla sostituzione della pena; qui richiamata come competenza a ricevere l'istanza ex art. 95.

  • codice penale, art. 81

    Riferimento alla continuazione; usato nei fatti per spiegare il calcolo della pena complessiva oggetto della richiesta di sostituzione.

  • codice penale, art. 2, comma quarto

    Principio della applicazione della norma più favorevole (lex mitior); la disciplina transitoria viene letta alla luce di questo principio per favorire l'applicazione delle pene sostitutive quando possibile.

  • codice di procedura penale, artt. 610 e 611

    Norme sul svolgimento dell'udienza; la Corte richiama che la comunicazione della data di udienza costituisce avviso alle parti e impone l'onere di informarsi sull'esito.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma usata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Il termine di 30 giorni per chiedere la sostituzione della pena, ai sensi dell'art. 95 d.lgs. n. 150/2022, decorre dall'irrevocabilità della sentenza; in caso di ricorso per cassazione, il dies coincidente è la pronuncia dell'ordinanza o della sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso.
  • La dedotta "effettiva conoscenza" della decisione (es. tramite notifica dell'ordine di esecuzione) non sposta automaticamente il dies di decorrenza del termine: la norma è ancorata formalmente all'irrevocabilità e la giurisprudenza richiede prove solide di mancata possibilità di conoscenza per derogare a tale regola.
  • Quando la data dell'udienza è stata comunicata alle parti, sussiste l'onere per il difensore e per la parte di informarsi sull'esito; la mancata notifica del dispositivo non esonera dall'osservare i termini se l'udienza era stata regolarmente fissata e comunicata.
  • Se l'interessato ritiene di non aver avuto alcuna possibilità di conoscere la pronuncia (es. assenza reale di comunicazione/avviso), può allegare e provare tale circostanza: in presenza di prova convincente la situazione potrebbe essere valutata diversamente, ma l'onere probatorio grava sul richiedente.
  • Prassi consigliata: controllare tempestivamente comunicazioni di fissazione udienza e, dopo l'udienza, verificare l'esito; in caso di dubbio, depositare l'istanza di sostituzione tempestivamente e comunque entro i 30 giorni dall'eventuale pronuncia che rende irrevocabile la sentenza, o impugnare l'eventuale dichiarazione di inammissibilità mostrando l'assenza di conoscenza effettiva.

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