Cassazione Penale, Sentenza n. 14434/2026 del 20/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Bari (giudice dell'esecuzione) che aveva rigettato l'istanza di applicazione della disciplina del reato continuato ex art. 81 cod. pen. tra due condanne per rapina (art. 628 cod. pen.) commesse a Palo del Colle in data 1 febbraio 2017 e 5 maggio 2017. Il ricorrente sosteneva che, nonostante il Tribunale avesse riconosciuto indicatori positivi (omogeneità, prossimità temporale, stessa località), la motivazione del rigetto fosse apparente e insufficiente a superare la consistenza di tali elementi favorevoli alla continuazione.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso (decisione del 29/01/2026). Ha ritenuto la doglianza infondata e conforme la motivazione del giudice dell'esecuzione: sebbene siano riconosciuti elementi di contiguità spazio-temporale e omogeneità, il Tribunale ha motivato adeguatamente l'esclusione della continuazione richiamando le diverse modalità delle condotte (una rapina a danno di un privato, l'altra a danno di un esercizio commerciale) e la presenza di numerosi precedenti per delitti contro il patrimonio che indicano determinazioni autonome ed estemporanee, ossia una scelta di vita e una 'professionalità' nel reato. Per tali ragioni non è configurabile l'unitarietà del disegno criminoso richiesta dall'art. 81 cod. pen. Il ricorrente è altresì condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen. (reato continuato)
L'art. 81 richiede l'esistenza di un'unitaria rappresentazione ideativa delle diverse condotte, ossia una programmazione iniziale di più azioni in vista di un unico fine concreto. L'accertamento è indiziario e deve fondarsi su un concreto esame dei tempi e delle modalità; indicatori utili sono la ridotta distanza cronologica, l'omogeneità del bene tutelato, le modalità operative e la contiguità di tempo e luogo. La mera reiterazione di reati o la propensione a delinquere non sono sufficienti per riconoscere la continuazione. La valutazione del giudice di merito è sindacabile in cassazione solo se priva di adeguata motivazione.
art. 628 cod. pen. (rapina)
Le fattispecie in esame sono rapine; la diversa tipologia di vittima/bersaglio (privato vs esercizio commerciale) è stata valorizzata come elemento indicativo di diversi progetti criminosi, potendo contribuire a escludere l'unitarietà del disegno criminoso ai fini dell'art. 81.
Massime di principio
- Per riconoscere il reato continuato è necessaria l'esistenza di una 'unità di ideazione' iniziale: non basta la mera successione temporale o la somiglianza dei reati.
- Indicatori rilevanti sono la ridotta distanza temporale tra le condotte, l'omogeneità del bene giuridico leso, le modalità concrete di esecuzione e la contiguità di tempo e luogo; possono essere valorizzati anche solo alcuni di questi elementi se significativi.
- La presenza di precedenti o di una generale propensione a delinquere non sostituisce l'elemento intellettivo richiesto dall'art. 81 e non determina automaticamente la continuazione.
- Diverse vittime o obiettivi (es. persona fisica vs esercizio commerciale) e modalità operative differenti possono indicare determinazioni autonome ed escludere la continuazione.
- La valutazione circa l'unicità del disegno criminoso è questione di fatto rimessa al giudice di merito e viene sindacata in sede di legittimità solo se la motivazione è manifestamente insufficiente o contraddittoria.
- In situazioni analoghe è necessario documentare, con argomentazione concreta, gli elementi che dimostrano la programmazione unitaria delle condotte: senza ciò il beneficio della continuazione difficilmente sarà riconosciuto.
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