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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9485/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di concessione della misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale relativa alla pena residua risultante dal provvedimento di cumulo della Procura generale della Repubblica di Catania del 30/04/2021. Il Tribunale di sorveglianza rigettava la domanda ritenendo necessaria una maggiore osservazione inframuraria per verificare la capacità di reinserimento sociale e la volontà di recupero. Il ricorrente denunciava violazione di legge e difetto di motivazione, rilevando che il Tribunale non aveva considerato i risultati dell'osservazione collegiale della personalità, la regolare condotta carceraria e la precedente concessione della liberazione anticipata, elementi che potevano far ritenere avviata una revisione critica del passato delinquenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta, con l'indicazione di colmare le lacune motivazionali: il Tribunale dovrà valutare espressamente i risultati dell'indagine/osservazione collegiale della personalità e tenere conto della condotta carceraria e della liberazione anticipata per verificare l'esistenza di una prospettiva risocializzante.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 1, n. 1410 del 30/10/2019 (dep. 2020) Rv. 277924 - 01

    In tema di affidamento in prova al servizio sociale, ai fini del giudizio prognostico non possono, di per sé, da soli, assumere decisivo rilievo, in senso negativo, elementi quali la gravità del reato, i precedenti penali o la mancata ammissione di colpevolezza, né può richiedersi la prova che il soggetto abbia compiuto una completa revisione critica del proprio passato; è sufficiente che, dai risultati dell'osservazione della personalità, emerga che tale processo critico sia almeno avviato.

    La giurisprudenza richiede che il giudice penitenziario valuti principalmente il comportamento e la situazione del condannato dopo i fatti (osservazione della personalità, condotta carceraria, attività rieducative), e non possa basare il diniego esclusivamente sulla gravità del reato o sui precedenti; è sufficiente l'avvio di una revisione critica comprovato dagli atti di osservazione.

Massime di principio

  • Il giudice per l'affidamento in prova deve valutare con attenzione i comportamenti e gli elementi emersi dopo la commissione del reato (condotta carceraria, partecipazione a percorsi rieducativi, liberazione anticipata) perché sono fondamentali per il giudizio prognostico.
  • La gravità del reato e i precedenti non possono da soli impedire la concessione del beneficio: servono elementi concreti che dimostrino l'assenza di prospettiva risocializzante.
  • Non è necessaria la prova di una completa revisione critica del passato; è sufficiente che dagli atti, e in particolare dall'osservazione collegiale della personalità, emergano segnali che tale revisione sia almeno iniziata.
  • Il Tribunale deve motivare espressamente la decisione facendo riferimento ai risultati dell'osservazione della personalità e ad altri elementi istruttori: omissioni o valutazioni generiche costituiscono vizio motivazionale che può comportare annullamento e rinvio.
  • Se il giudice invoca la necessità di ulteriore osservazione inframuraria, deve specificare quali accertamenti mancano e perché quelli esistenti non sono idonei; un mero richiamo generico alla necessita' di osservazione non è sufficiente.
  • Elementi positivi come l'assenza di nuove denunzie, l'attaccamento familiare, la buona condotta carceraria e la liberazione anticipata devono essere valorizzati nell'esame della richiesta di misura alternativa.

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