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Ordinanza

Ordinanza n. 1309/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di rigetto dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, prot. n. P-CE/L/N/2025/100128, adottato in data 23.01.2026 e notificato in pari data.

Giustizia amministrativa202602585

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 23 gennaio 2026, con cui è stata rigettata l'istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto, tra l'altro, la pretermissione delle garanzie partecipative e contestato gli elementi posti dall'Amministrazione a fondamento del diniego, richiamando documentazione cartolare costituita dalla denuncia all'INPS del 15 luglio 2024 e dal modello Unilav, riferiti al numero minimo di giornate lavorative da svolgere nel trimestre giugno-agosto 2024.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a. Riguardo alla dedotta violazione delle garanzie procedimentali, ha ritenuto, allo stato della sommaria cognizione cautelare, che le doglianze non avessero valenza sostanziale, poiché il ricorrente non aveva indicato elementi che, se tempestivamente introdotti nel procedimento, avrebbero potuto incidere diversamente sulla decisione amministrativa. Quanto alla contestazione degli accertamenti dell'Amministrazione, il Collegio ha rilevato che la documentazione prodotta dimostrava soltanto profili cartolari, quali la denuncia all'INPS e il modello Unilav, senza comprovare l'effettiva contribuzione relativa al numero minimo di giornate lavorative. A fronte degli accertamenti dell'Amministrazione, il ricorrente non ha fornito un principio di prova contrario. Non sono stati pertanto ravvisati i presupposti per la sospensione dell'efficacia del diniego. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha ritenuto non sussistenti i presupposti per concedere la sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.

Massime di principio

  • La dedotta violazione delle garanzie procedimentali non assume rilievo sostanziale, ai fini dell'annullamento o della tutela cautelare, quando il ricorrente non indichi quali elementi, se tempestivamente introdotti nel procedimento, avrebbero potuto orientare diversamente la decisione amministrativa.
  • Quando l'Amministrazione fonda il diniego su accertamenti relativi all'effettiva prestazione lavorativa o contribuzione, la mera documentazione cartolare concernente la denuncia all'INPS o l'instaurazione formale del rapporto tramite modello Unilav non è sufficiente, in sede cautelare, a dimostrare l'effettivo svolgimento dell'attività lavorativa e l'assolvimento del requisito contributivo.
  • A fronte di specifici accertamenti dell'Amministrazione, il ricorrente deve fornire almeno un principio di prova contrario; in mancanza, non risultano integrati i presupposti per la sospensione cautelare del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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