Cassazione Penale, Sentenza n. 16532/2023 del 18/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia che lo aveva dichiarato responsabile, in concorso con altro soggetto, del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione in relazione al fallimento della societa VIP s.r.l. Il ricorrente articolava cinque motivi: i primi quattro deducevano carenza o omissione di motivazione circa la sussistenza dell'elemento psicologico (dolo) e la prova dell'esistenza, al momento dei fatti, dello stato di decozione o della consapevolezza di questo da parte del ricorrente; il quinto denunciava errata applicazione della legge penale per non aver riconosciuto le attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure proposte attengono a valutazioni di fatto e di prova e quindi, quando svolte come deduzioni di errata applicazione della legge, siano inammissibili ai sensi dell'art. 606 cod. proc. pen.; le questioni relative alla motivazione dovevano essere prospettate come vizio di motivazione. Quanto alla motivazione, la Corte ha ritenuto adeguata la ricostruzione del giudice di merito: la relazione del curatore ha documentato che la societa era in grave stato di difficolta economica all'epoca dei prelievi (2010-2011), e il ruolo ricoperto dal Cremaschi (amministratore unico/coamministratore) rendeva conoscibile tale situazione. I prelievi effettuati in assenza di delibera assembleare e per soddisfare crediti personali hanno valore distrattivo. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui il dolo nel delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale e dolo generico, non richiedendo la consapevolezza dello stato di insolvenza o lo scopo di danneggiare i creditori. Infine il ricorso sul diniego delle attenuanti generiche e stato ritenuto inammissibile per le stesse ragioni e, comunque, insindacabile in Cassazione ove la motivazione del giudice di merito non sia contraddittoria; la Corte distrettuale aveva motivato il diniego ricordando la pluralita degli episodi distrattivi, la non esiguita delle somme, l'assenza di concrete forme di risarcimento e la mancanza di presa di coscienza del disvalore della condotta. Il ricorrente e stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 217, comma 1, n. 4 legge fallimentare
Norma che disciplina la bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, ossia la sottrazione di beni dal patrimonio sociale in danno dei creditori; e' il capo di imputazione principale contestato.
art. 216 legge fallimentare
Richiamata in relazione all'oggetto della tutela (integrita dei mezzi di garanzia dei creditori) e al fatto che la norma considera non solo il danno effettivo ma anche il pericolo che esso si verifichi.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Indica i motivi di ricorso per cassazione invocati: la lett. b) riguarda l'inosservanza o la erronea applicazione della legge penale sostanziale; la Corte ha precisato che questo vizio va distinto dalle censure sulla ricostruzione del fatto e sulla prova, che attengono alla motivazione e non alla legge applicata.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale citata per plaidare il ricorso entro i limiti di motivazione consentiti in Cassazione.
art. 133 cod. pen.
Criteri che il giudice deve considerare nella valutazione delle attenuanti generiche; la Corte ha ricordato che il giudizio di merito su tale questione e di fatto ed e insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivato.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, Sez. 5 e altre pronunce richiamate)
Richiamati principi consolidati secondo cui l'elemento soggettivo del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e costituito dal dolo generico, non richiedendo la consapevolezza dello stato di insolvenza nè lo scopo di danno ai creditori; e principi sulla distinzione tra vizio di diritto e vizio di motivazione.
Massime di principio
- In Cassazione le censure che riguardano valutazioni di fatto, di prova o la ricostruzione fattuale devono essere proposte come vizi di motivazione e non come illegittima applicazione della legge; altrimenti il ricorso e inammissibile.
- Nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione l'elemento soggettivo e il dolo generico: non e necessario provare la consapevolezza dello stato di insolvenza o l'intento di recare danno ai creditori; e' sufficiente la volontaria destinazione del patrimonio sociale a finalita diversa dalla garanzia delle obbligazioni.
- La qualita e la funzione ricoperte dall'imputato (es. amministratore unico o coamministratore) e la ripetizione di prelievi in epoca anteriore al fallimento sono fattori che, se documentati, consentono di inferire consapevolezza dello stato critico e carattere distrattivo delle operazioni.
- La decisione del giudice di merito sul riconoscimento o meno delle attenuanti generiche e essenzialmente un apprezzamento di fatto; la Cassazione interviene solo se la motivazione e mancante, contraddittoria o illogica rispetto ai criteri dell'art. 133 cod. pen.
- Per un ricorso efficace in Cassazione occorre identificare palesi errori di diritto o contraddizioni nella motivazione dei giudici di merito, citando puntualmente i passaggi motivazionali critici e dimostrando la rilevanza giuridica dell'errore.
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