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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15880/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere sostenendo l'assenza di gravi indizi circa la sua partecipazione ad una associazione finalizzata alla gestione illecita di giochi e scommesse (capo 11) e circa l'integrazione del reato previsto dall'art. 4 L. 401/1989 (capo 12). Denunciava inoltre illogicità e contraddittorietà della motivazione del Tribunale del riesame: a suo dire la partecipazione sarebbe risultata soltanto da due conversazioni telefoniche non idonee a collegarlo al clan Licciardi, non emergendo la causalità dei pagamenti né la sua reale partecipazione alla gestione organizzata delle scommesse; lamentava altresì che il Tribunale avesse erroneamente ritenuto che non avesse contestato la gravità indiziaria.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale del riesame che aveva validamente ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico del Carella, alla luce di una complessa attività investigativa con intercettazioni e indagini tecniche. Sono state ritenute significative due conversazioni (26/10/2023 e 6/11/2023) da cui emergeva il ruolo del Carella come esattore/collettore di somme dovute al clan per l'utilizzo di piattaforme di scommesse gestite illegalmente (skin/master site) e l'intermediazione di soggetti tecnici (es. Cavezza, Alla Endri). La Corte ha inoltre richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulle misure cautelari (verifica della logicità e corretto inquadramento giuridico, non rinnovazione delle prove) e ha spiegato che l'art. 4 L. 401/1989 non richiede necessariamente una pluralità di soggetti o una struttura stabile per la configurazione dell'esercizio abusivo di giochi e scommesse. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen. (comma 1)

    È stata ritenuta applicabile l'aggravante per collegamento con un'associazione di tipo mafioso; il ruolo del singolo può essere anche limitato e puramente materiale (es. riscossione di proventi).

  • art. 4 L. 401/1989

    La norma sanziona l'organizzazione non autorizzata di giochi e scommesse: per la Corte non è richiesto che l'attività abbia una struttura stabile o la partecipazione di una pluralità di soggetti; può integrarsi anche con il reato di associazione per delinquere.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la limitazione della esposizione dei motivi nel ricorso in cassazione nelle misure cautelari (purtroppo citata nella motivazione come riferimento procedurale alla forma del ricorso).

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per adempimenti successivi alla decisione di rigetto del ricorso (adempimenti di cancelleria).

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari il sindacato è limitato: il giudice di legittimità verifica la logicità e la correttezza giuridica della motivazione, non rivaluta i fatti o le prove già esaminate dal giudice di merito.
  • Intercettazioni telefoniche che mostrino l'indagine o l'esazione di somme per conto di un'organizzazione criminale possono costituire gravi indizi di partecipazione, anche se isolate, se il loro contenuto è coerente con il quadro investigativo complessivo.
  • Il ruolo dell'imputato in un'associazione può essere settoriale e materiale (es. riscossione dei proventi) e ciò è idoneo, in presenza di altri elementi, a fondare la sussistenza dei gravi indizi necessari per misure cautelari.
  • L'art. 4 L. 401/1989 punisce l'organizzazione abusiva di giochi e scommesse anche senza la presenza di una struttura stabile o di numerosi partecipanti; pertanto l'esercizio abusivo può coesistere con il reato di associazione per delinquere.
  • Per contestare efficacemente un provvedimento cautelare in cassazione occorre indicare violazioni normative specifiche o profili di manifesta illogicità della motivazione, non semplici richieste di diversa valutazione delle prove.

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