Sentenza n. 2005/2026 - Catania, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione di suolo pubblico per l’installazione di un chiosco di bibite su un marciapiede di Piazza Aldo Moro
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento dirigenziale del Comune di Catania che aveva respinto l’istanza presentata per ottenere la concessione di suolo pubblico destinata all’installazione di un chiosco di bibite. Nel corso del giudizio il Comune ha annullato d’ufficio il diniego, rettificando successivamente alcuni refusi materiali, e ha riaperto il procedimento per l’esame dell’istanza originaria. La ricorrente ha quindi dichiarato in udienza di non avere più interesse alla decisione del ricorso, insistendo tuttavia per la condanna del Comune alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l’amministrazione aveva annullato d’ufficio il provvedimento impugnato e riaperto il procedimento amministrativo, facendo venir meno l’utilità concreta e attuale della decisione giudiziale. Le spese sono state compensate tra le parti, in considerazione della definizione in rito, del breve periodo intercorso tra l’adozione del diniego e il suo annullamento d’ufficio e delle peculiarità della vicenda fattuale.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale per la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
La disposizione è richiamata nel provvedimento, senza che il testo espliciti uno specifico profilo interpretativo ulteriore.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione annulla d’ufficio il provvedimento impugnato e riapre il procedimento relativo all’istanza originaria, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione del ricorso contro l’atto annullato, con conseguente improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, unita alla rimozione in autotutela dell’atto impugnato e alla riapertura del procedimento, giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate in ragione delle modalità e dei tempi della definizione in rito e delle peculiarità concrete della controversia.
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