Cassazione Penale, Sentenza n. 34503/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Vallone ha impugnato l'ordinanza che, in accoglimento dell'appello del Pubblico ministero, aveva disposto gli arresti domiciliari per il reato di furto (artt. 110, 624, 625 n.2, 61 n.5 c.p.). Il ricorrente ha dedotto carenza e illogicità della motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, denunciando che il Tribunale si era limitato ad aderire apoditticamente alle argomentazioni del PM basandosi solo sulla presenza dell'indagato in prossimità del negozio e sulla compatibilita temporale, senza considerare che le videocamere non riprendevano l'ingresso né la parte di strada opposta e che la porta era riferita chiusa a chiave; ha inoltre dedotto vizio di motivazione sulle esigenze cautelari e sull'inidoneità di misure meno afflittive, rilevando la giovanissima età e l'incensuratezza dell'indagato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato con riguardo al primo motivo: ha censurato la motivazione dell'ordinanza del Tribunale come incongruente e carente, perché apodittica e priva di confronto con le osservazioni del GIP (in particolare sul campo visivo delle videocamere e sulla porta chiusa). Ha annullato l'ordinanza del 07/03/2024 e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Catanzaro per un nuovo esame della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza; le censure relative alle esigenze cautelari sono state dichiarate assorbite.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Riferimento alla partecipazione al delitto; la norma è richiamata per descrivere la imputazione di concorso nel reato di furto.
art. 624 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di furto; citata come fattispecie principale contestata.
art. 625, n. 2 cod. pen.
Circostanza aggravante del furto (ad es. commesso con destrezza o in altre ipotesi previste dal n.2); citata per qualificare il reato aggravato contestato.
art. 61, n. 5 cod. pen.
Ulteriore circostanza aggravante richiamata nella contestazione penale.
art. 273 cod. proc. pen.
Norma sul giudizio di sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza; la Corte ne utilizza i criteri per valutare la correttezza della motivazione sulla gravità indiziaria.
art. 274 cod. proc. pen.
Norma sulle esigenze cautelari; richiamata per il controllo sulla necessità e sulla proporzionalità delle misure cautelari.
art. 292, comma 2 cod. proc. pen.
Regole di motivazione richieste per i provvedimenti che limitano la libertà personale; la Corte ricorda che l'ordinanza cautelare deve rispettare gli stessi canoni motivazionali previsti da tale articolo.
Massime di principio
- Per disporre una misura cautelare il giudice deve fornire una motivazione specifica e non apodittica: occorre confrontarsi esplicitamente con le ragioni del giudice di merito che hanno escluso la misura.
- La mera presenza dell'indagato nei pressi del luogo e la sola compatibilità temporale non sono di per sé sufficiente fondamento di gravità indiziaria se non viene esclusa in modo argomentato la possibile presenza di altri soggetti o elementi di alternativa spiegazione.
- Il giudice deve esaminare le caratteristiche tecniche e l'ambito di ripresa delle videoriprese e valutare se esse consentono di escludere, con adeguata certezza, la presenza di terzi o alternative dinamiche dei fatti.
- Deve essere esplicitamente valutata l'eventuale idoneità di misure meno afflittive alla luce delle condizioni personali dell'indagato (età, incensuratezza) e ciò va motivato, salvo che emergano elementi concreti che giustifichino la maggiore afflizione.
- Se la motivazione della misura è carente o contraddittoria la Corte di Cassazione può annullare il provvedimento e rinviare per un nuovo esame, con possibile esito diverso sul fatto e/o sulle esigenze cautelari.
- In sede di controllo di legittimità la Corte verifica la presenza, la congruenza e la logicità della motivazione, non sostituendosi al giudice di merito ma assicurandosi che questi abbia dato conto dei principali elementi contrari emersi nel processo.
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