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Sentenza

Sentenza n. 7542/2026 - Roma, Sezione 3

per l’esecuzione del giudicato derivante dalla sentenza n. 5525/2025, emessa dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione Lavoro;

Giustizia amministrativa202600624

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Roma – Sezione Lavoro n. 5525/2025, relativa al pagamento del beneficio della Carta elettronica del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 5525/2025 del Tribunale Ordinario di Roma – Sezione Lavoro, non impugnata dal Ministero. La sentenza aveva accertato il diritto del ricorrente al beneficio economico di 500 euro annui tramite la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2024/2025, per complessivi 2.000 euro, oltre interessi e rivalutazione, e aveva condannato il Ministero anche al pagamento delle spese di lite. Nonostante la rituale notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, il Ministero non ha adempiuto. È stata quindi domandata l'ottemperanza, con eventuale nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che il titolo esecutivo era una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, ritualmente notificata all'Amministrazione, e che il termine dilatorio di 120 giorni era decorso senza pagamento. Ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza, corrispondendo al ricorrente le somme liquidate, entro 60 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della pronuncia. Ha nominato fin d'ora, per l'eventuale inerzia, il Direttore generale competente del Ministero quale commissario ad acta, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli ulteriori 60 giorni dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione, previa richiesta del ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La sentenza è stata inoltre trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti e all'OIV competente per gli eventuali seguiti.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Fondamento processuale dell'azione di ottemperanza e dei poteri del giudice amministrativo nell'esecuzione del giudicato.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il pagamento coattivo nei confronti delle amministrazioni può essere richiesto dopo la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni; nel caso concreto tale termine era decorso senza adempimento.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo è competente a conoscere dell'azione di ottemperanza diretta all'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando l'Amministrazione non adempia agli obblighi da essa derivanti.
  • La rituale notificazione del titolo esecutivo all'Amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996 consentono di azionare l'obbligo di pagamento mediante il giudizio di ottemperanza.
  • Accertata l'inottemperanza dell'Amministrazione, il giudice deve ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine determinato e può nominare fin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire su richiesta dell'interessato in caso di ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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