Cassazione Penale, Sentenza n. 49649/2023 del 13/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto il ricorso fondato, condividendo le argomentazioni del Procuratore generale: il Tribunale aveva anticipato ingiustificatamente la maturazione della prescrizione omettendo di considerare l'aggravante ad effetto speciale. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata e gli atti trasmessi al Tribunale di Ravenna per il giudizio.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Ravenna che aveva revocato l'ordinanza di sospensione del processo per irreperibilità e aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di ricettazione contestato, ritenendo scaduto il termine prescrizionale il 19 ottobre 2022 per un fatto commesso il 19 ottobre 2013. Il Procuratore generale deduceva che il Tribunale aveva erroneamente calcolato la prescrizione omettendo di considerare l'aggravante ad effetto speciale della recidiva reiterata infraquinquennale (aumento di pena di 2/3 ex art. 157 c.p.), che modifica il parametro per il calcolo della prescrizione (portando il termine ordinario a 13 anni e 4 mesi con scadenza al 19 febbraio 2027), oltre a non tener conto di possibili atti interruttivi o della sospensione per irreperibilità
Norme richiamate
art. 157 cod. pen.
L'aumento di pena derivante da circostanze ad effetto speciale (qui: recidiva reiterata infraquinquennale) incide sul criterio di determinazione della pena base e quindi sul calcolo del termine di prescrizione; il Tribunale doveva tenerne conto nel determinare la durata della prescrizione
art. 159 cod. pen.
Norma richiamata in relazione al calcolo della prescrizione ordinaria e delle sue modalità di computo (richiamata per il contesto del calcolo complessivo dei termini)
art. 160 cod. pen.
Norma pertinente al computo dei termini di prescrizione in rapporto alle frazioni previste per l'aumento o diminuzione della pena (richiamata nel contesto del calcolo con aggravanti)
art. 161 cod. pen.
Riguarda il termine massimo di prescrizione applicabile in relazione alla pena; richiamata per spiegare il diverso orizzonte temporale conseguente alla presenza dell'aggravante e alle eventuali proroghe
art. 424 cod. proc. pen.
Disciplina la sospensione del processo per irreperibilità dell'imputato; la Corte ha richiamato l'esigenza di considerare gli effetti interruttivi o sospensivi sul decorso della prescrizione connessi all'irreperibilità
Massime di principio
- Quando nel capo di imputazione è contestata una circostanza ad effetto speciale che aumenta la pena, tale aumento deve essere considerato nel calcolo del termine di prescrizione: non può essere omesso dal giudice che determina la estinzione per prescrizione
- Il termine di prescrizione va computato sulla base della pena risultante dalla contestazione (compresi gli aumenti per aggravanti rilevanti), salvo che la circostanza aggravante sia manifestamente inapplicabile
- Occorre valutare sempre gli eventuali atti interruttivi e le sospensioni (ad esempio per irreperibilità dell'imputato) che prolungano il decorso della prescrizione prima di dichiarare l'estinzione del reato
- Il pubblico ministero può ottenere l'annullamento di una decisione che abbia anticipato la prescrizione se è dimostrabile un errore nel calcolo dei termini prescrizionali o nella considerazione delle aggravanti
- In sede di primo giudizio il Tribunale deve motivare esplicitamente il calcolo della prescrizione indicando se ha tenuto conto delle aggravanti e degli effetti di interruzione o sospensione
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