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Sentenza

Sentenza n. 328/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento - della nota prot. n. -OMISSIS- a firma del funzionario tecnico Ing. -OMISSIS- comunicata con lettera di riscontro a firma del Dirigente Arch. -OMISSIS- prot. in uscita n. -OMISSIS- pervenuta solo in data 29.03.2025; - della delibera di giunta comunale n.-OMISSIS- avente ad oggetto "Estumulazioni straordinarie, applicazione dell'art. 81 del Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n.217 del 3/6/1977 e dell'art. 88 del D.P.R. n. 2 85/90 di approvazione del Regolamento di Polizia Mortuaria. Note esplicative di attuazione"; - nonché di tutti gli atti ad essa presupposti, consequenziali e/o connessi, anche se non conosciuti.

Giustizia amministrativa202500181

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego dell’istanza di tumulazione e traslazione di salme in loculi cimiteriali, unitamente alla deliberazione della Giunta comunale recante criteri applicativi dell’estumulazione straordinaria e decadenza automatica dalla concessione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (familiari di concessionari)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti chiedevano di tumulare il congiunto deceduto nel loculo del quale egli era concessionario, previa traslazione della salma già presente in altro loculo concesso alla madre del medesimo. Il Comune respingeva l’istanza ritenendo, da un lato, che il loculo concesso al defunto fosse destinato esclusivamente alla persona indicata nel contratto e, dall’altro, che il defunto non possedesse i requisiti per la sepoltura nel cimitero comunale, non essendo residente né deceduto nel Comune. Il diniego richiamava inoltre una deliberazione della Giunta comunale che prevedeva la decadenza automatica dalla concessione in caso di diversa sistemazione della salma già tumulata. Il primo motivo deduceva la violazione degli artt. 7, 8, 9, 10 e 10-bis l. 241/1990, per omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza e conseguente carenza di istruttoria. Il secondo motivo deduceva la violazione e falsa applicazione dei contratti di concessione, degli artt. 47, 64, 66, 67 e 81 del regolamento comunale di polizia mortuaria e degli artt. 50 e 88 del d.P.R. 285/1990, nonché travisamento dei fatti, erroneità dei presupposti, difetto di motivazione, carenza di istruttoria, violazione dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza, sviamento e incompetenza della Giunta comunale in relazione all’art. 42 TUEL. In particolare, le ricorrenti contestavano che i contratti riservassero l’uso dei loculi esclusivamente alla persona indicata quale beneficiaria e sostenevano che la deliberazione della Giunta avesse introdotto una nuova causa di decadenza di natura regolamentare, eccedendo la competenza dell’organo.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente respinto l’eccezione, generica, di difetto di legittimazione attiva, riconoscendo alle ricorrenti, quali prossime congiunte dei concessionari deceduti, un interesse qualificato a impugnare il diniego relativo alla tumulazione e alla traslazione delle salme. Nel merito ha accolto il ricorso sulla base della fondatezza del secondo motivo, assorbendo le ulteriori censure. Ha ritenuto illegittima l’interpretazione comunale dei contratti di concessione: le clausole contrattuali riservavano l’uso dei loculi al concessionario e alla sua famiglia, non esclusivamente alla persona indicata nel contratto. Tale disciplina era coerente con l’art. 64, comma 3, del regolamento comunale e con l’art. 93 d.P.R. 285/1990. Il Collegio ha inoltre rilevato che il defunto possedeva i requisiti per essere sepolto nel cimitero di Campobasso ai sensi dell’art. 47, lett. c), del regolamento comunale e dell’art. 50 d.P.R. 285/1990, poiché, pur non essendo residente né deceduto nel Comune, aveva diritto alla sepoltura privata ivi esistente in quanto concessionario di un loculo. Il concetto di “sepoltura privata” è stato interpretato in senso ampio, comprendendo anche i loculi oggetto di concessione e non soltanto le cappelle gentilizie. È stata altresì annullata la deliberazione della Giunta comunale, perché recava una disciplina generale e astratta introducendo una nuova causa di decadenza dalla concessione e integrando il regolamento di polizia mortuaria. La modifica o integrazione del regolamento, approvato dal Consiglio comunale, spettava al Consiglio ai sensi dell’art. 42 TUEL; la Giunta non avrebbe potuto neppure fornire un’interpretazione autentica del regolamento adottato da altro organo. Il Comune è stato condannato alla rideterminazione sull’istanza conformandosi ai principi della sentenza e al pagamento di 1.500 euro oltre accessori per spese di lite.

Norme richiamate

  • artt. 7, 8, 9, 10 e 10-bis l. 241/1990

    Le ricorrenti ne hanno dedotto la violazione per omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza; la relativa censura è stata assorbita dopo l’accoglimento del secondo motivo.

  • art. 42 d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    La competenza ad adottare modifiche o integrazioni di natura regolamentare spetta al Consiglio comunale; la Giunta non può introdurre autonomamente una nuova causa generale e astratta di decadenza da una concessione né interpretare autenticamente un regolamento approvato dal Consiglio.

  • art. 47 del Regolamento di polizia mortuaria del Comune di Campobasso

    Nel cimitero devono essere ricevuti ... i cadaveri delle persone non domiciliate in vita nel Comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata esistente nel cimitero del Comune stesso.

    Il concessionario di un loculo cimiteriale comunale rientra tra i soggetti aventi diritto alla sepoltura nel cimitero, anche se non residente e deceduto fuori Comune.

  • art. 50 d.P.R. 285/1990

    La disposizione, riprodotta nella sostanza dall’art. 47 del regolamento comunale, consente la sepoltura nel cimitero dei non residenti e deceduti fuori Comune che abbiano diritto alla sepoltura privata ivi esistente.

  • art. 64, comma 3, del Regolamento di polizia mortuaria del Comune di Campobasso

    Il diritto di uso delle sepolture private è riservato alla persona del concessionario ed a quelle della propria famiglia.

    L’uso della sepoltura privata non è limitato esclusivamente alla persona indicata come beneficiaria, ma comprende il concessionario e i componenti della sua famiglia.

  • art. 66, comma 4, del Regolamento di polizia mortuaria del Comune di Campobasso

    Nel periodo di validità della concessione le salme a richiesta dei familiari possono essere trasferite in altra sepoltura solo se la nuova sepoltura sia di pari grado o superiore, per durata e decoro.

    Il regolamento ammette il trasferimento delle salme richiesto dai familiari, purché la nuova sepoltura sia di pari grado o superiore per durata e decoro.

  • art. 81 del Regolamento di polizia mortuaria del Comune di Campobasso

    Le salme tumulate in loculo o in cripta, si possono estumulare ... in via straordinaria, in ogni tempo, a richiesta dei familiari, con autorizzazione del Sindaco, quando si sia disposta una diversa sistemazione.

    La disposizione consente l’estumulazione straordinaria a richiesta dei familiari e con autorizzazione del Sindaco quando sia stata disposta una diversa sistemazione; non legittima, nel testo esaminato, l’introduzione da parte della Giunta di una nuova decadenza automatica dalla concessione.

  • art. 93 d.P.R. 285/1990

    Il diritto di uso delle sepolture private concesse a persone fisiche è riservato alle persone dei concessionari e dei loro familiari.

    Il diritto di uso dei loculi concessi a persone fisiche spetta al concessionario e ai suoi familiari, in coerenza con le clausole dei contratti esaminati.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa, insieme agli artt. 5 e 6 del Regolamento UE 2016/679, per disporre l’oscuramento delle generalità delle parti e delle altre persone coinvolte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, ai fini della tutela dei diritti e della dignità delle persone mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il diritto di uso di una sepoltura privata concessa a una persona fisica, salvo diversa e specifica previsione del titolo concessorio, è riservato al concessionario e ai suoi familiari e non può essere interpretato come limitato esclusivamente alla persona indicata quale beneficiaria iniziale del loculo.
  • Ai fini dell’ammissione alla sepoltura nel cimitero, rientra nella nozione di soggetto avente diritto alla sepoltura privata anche il concessionario di un loculo cimiteriale, sicché la mancata residenza nel Comune e il decesso fuori dal suo territorio non escludono il diritto alla tumulazione quando esista una concessione privata nel cimitero comunale.
  • La nozione di sepoltura privata ai fini della disciplina cimiteriale comprende gli spazi o manufatti, inclusi i loculi, sui quali il privato abbia acquisito un diritto d’uso mediante concessione; non è limitata alle sole cappelle gentilizie.
  • Una deliberazione che introduca una causa generale e astratta di decadenza da una concessione cimiteriale e integri il regolamento di polizia mortuaria ha natura sostanzialmente regolamentare e deve essere adottata dal Consiglio comunale ai sensi dell’art. 42 TUEL, non dalla Giunta.
  • La Giunta comunale non può fornire un’interpretazione autentica di una disposizione regolamentare adottata dal Consiglio comunale, essendo preclusa a un organo diverso da quello emanante l’adozione di un atto di interpretazione autentica del regolamento.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniRegolamenti e atti amministrativi generali
RamiDemanio e patrimonio pubblicoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiIncompetenzaPrincipio di legalità e tipicitàLegittimazione e interesse a ricorrereEffetto conformativo e riedizione del potere

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