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Ordinanza

Ordinanza n. 10214/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna ai sensi del d. lgs. 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal d. lgs. 28 gennaio 2016, n. 15; e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso nel termine stabilito ex art. 117, comma 2, c.p.a. nonché per la nomina di un commissario ad acta incaricato di concludere il procedimento con l’adozione del provvedimento in caso di perdurante inerzia serbata dalla Amministrazione intimata;

Giustizia amministrativa202514468

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di riconoscimento di un titolo abilitante conseguito in Spagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al ricorrente (richiedente titolo estero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva proposto un ricorso per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento di un titolo abilitante conseguito in Spagna, ritenuto valido per l'insegnamento di sostegno ai sensi del d.lgs. 206/2007, come modificato dal d.lgs. 15/2016. Domandava inoltre la condanna dell'amministrazione all'adozione di un provvedimento espresso entro il termine fissato dal giudice e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il giudizio era già stato definito con sentenza favorevole, che aveva accertato l'illegittimità del silenzio, ordinato l'adozione di un provvedimento espresso e nominato un commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia. Successivamente, la ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso e alla domanda di riconoscimento del titolo estero, in vista dell'iscrizione a percorsi formativi attivati dall'INDIRE, asseritamente subordinata alla rinuncia alla domanda di riconoscimento.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che l'istanza depositata dopo la pronuncia della sentenza non potesse essere qualificata come rinuncia al ricorso in senso proprio, poiché il giudizio era già stato definito, ma dovesse essere considerata rinuncia agli effetti favorevoli della sentenza. Tale rinuncia costituisce una facoltà liberamente esercitabile dalla parte vittoriosa e non richiede alcuna intermediazione o specifica statuizione giudiziale. Di conseguenza, il Collegio ha dichiarato il non luogo a provvedere, non essendo richiesta l'adozione di una decisione giurisdizionale ulteriore.

Norme richiamate

  • d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206

    Disciplina richiamata quale base normativa dell'istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna.

  • d.lgs. 28 gennaio 2016, n. 15

    Indicato quale decreto modificativo del d.lgs. 206/2007, applicabile alla procedura di riconoscimento del titolo estero.

  • art. 117, comma 2, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda di condanna dell'amministrazione all'adozione di un provvedimento espresso entro il termine stabilito dal giudice.

Massime di principio

  • Quando una parte vittoriosa rinuncia agli effetti favorevoli di una sentenza dopo che il giudizio è stato definito, tale atto costituisce una rinuncia agli effetti della decisione e non una rinuncia al ricorso; esso rientra nella libera disponibilità della parte e non richiede una specifica intermediazione o statuizione giudiziale.
  • La sopravvenuta rinuncia della parte vittoriosa agli effetti favorevoli della sentenza rende non necessaria ogni ulteriore pronuncia giurisdizionale sul giudizio già definito, con conseguente dichiarazione di non luogo a provvedere.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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