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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6123/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Trimboli impugnava la sentenza d'appello che aveva dichiarato inefficace, ai sensi dell'art. 2901 c.c., l'atto di conferimento dell'appartamento nel fondo patrimoniale. Contestava (1) omissione di considerare la consulenza tecnica d'ufficio che avrebbe dimostrato la capienza del patrimonio residuo; (2) errata ripartizione dell'onere della prova, sostenendo che una volta dimostrata la capienza patrimoniale era al creditore che doveva incombere l'onere di provare il pregiudizio; (3) travisamento dei fatti in relazione alla scientia damni; (4) che l'aggiudicazione e gli atti del custode nella procedura esecutiva dimostravano l'effettivo incasso del prezzo e dunque l'assenza di pregiudizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fondato la decisione su più ratio decidendi non tutte contestate in cassazione, in particolare sulla valutazione che la costituzione del fondo patrimoniale aveva reso più difficoltosa l'esazione del credito per l'incertezza dell'esito della procedura esecutiva e la presenza di più creditori. La Cassazione ha inoltre osservato che le questioni relative alla capienza patrimoniale, alla scientia damni e all'onere della prova sono accertamenti di fatto riservati al giudice di merito e non sindacabili in sede di legittimità se non per vizi di diritto, non allegati. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e Trimboli è stato condannato alle spese di giudizio (liquidate in euro 7.600 oltre oneri) e al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto.

Norme richiamate

  • art. 2901 c.c.

    Riferita all'azione revocatoria: la Corte ha confermato che l'eventus damni può consistere non solo nella certezza di perdita di attivo, ma anche nel rischio o nella maggiore difficoltà di soddisfare il credito; nel caso concreto la costituzione del fondo patrimoniale ha creato incertezza sull'esito della procedura esecutiva sufficiente a integrare l'eventus damni

  • art. 2727 c.c.

    Richiamata nella censura sull'onere della prova; la Corte ha osservato che la valutazione sulla capienza del patrimonio e sull'effetto dell'atto dispositvo è questione di fatto, spettante al giudice di merito

  • art. 2729 c.c.

    Invocata in tema di prova: la Corte ha ritenuto che le contestazioni relative all'apprezzamento delle prove siano rimesse al giudice di merito e non sindacabili in sede di legittimità se non per profili di diritto specifici

  • art. 2967 c.c.

    Richiamata dal ricorrente, ma la Corte ha considerato le questioni da essa evocata come valutazioni di fatto e non decisive per la decisione di legittimità

  • art. 115 c.p.c.

    Censurata dal ricorrente, ma la Corte non ha ritenuto che la questione sollevata impugnasse la ratio principale della sentenza d'appello; nessuna diversa interpretazione di diritto operata dalla Corte di cassazione

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato nella contestazione processuale; la Corte ha evidenziato che i profili dedotti attengono all'apprezzamento del merito e non a questioni sussumibili come errori di diritto controllabili in cassazione

  • art. 380-bis c.p.c.

    Norma procedurale richiamata per il primo fissamento dell'udienza in camera di consiglio; nel procedimento è stata disposta successiva trattazione in pubblica udienza

  • art. 385 c.p.c.

    Aplicata per la condanna alle spese processuali in favore della resistente; la Corte ha posto le spese a carico del ricorrente ai sensi di tale norma

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Utilizzata per dare atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato per la determinazione dell'importo del contributo unificato supplementare; la Corte ha disposto il versamento nella misura prevista dal comma 1-bis

  • art. 2, comma 2, d.m. 10.3.2014 n. 55

    Utilizzato per la liquidazione forfettaria delle spese professionali nella determinazione delle somme dovute a titolo di spese di giudizio

Massime di principio

  • In una azione revocatoria ex art. 2901 c.c. l'eventus damni può consistere anche nel semplice aumento della difficoltà o nell'incertezza della soddisfazione del credito, non solo nella esatta mancanza di attivi
  • La valutazione sulla capienza del patrimonio del debitore e sulla esistenza della scientia damni è un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito; la Cassazione sindaca tipicamente solo questioni di diritto o vizi specifici nella motivazione
  • La prova tecnica (CTU) che dimostra la capienza nominale del patrimonio non esclude automaticamente la revocatoria se sussistono elementi concreti di incertezza sull'effettivo realizzo (p.es. procedura esecutiva non conclusa, prezzo non versato, concorso di più creditori)
  • Chi impugna in Cassazione deve riferirsi alla ratio decidendi principale contestandola espressamente: se la sentenza di merito è fondata su più ragioni e non tutte sono censurate, il ricorso può essere dichiarato inammissibile
  • Le questioni processuali e la condanna alle spese seguono le regole ordinarie (art. 385 c.p.c.); in sede di legittimità è possibile la liquidazione delle spese e l'ordine di versamento di contributi unificati aggiuntivi secondo la normativa vigente

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