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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 838/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per guida in stato di ebbrezza e omicidio colposo, contestando il nesso causale tra la sua condotta (guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico 2,34 g/l e eccesso di velocità) e il decesso di Parrillo Salvatore: sosteneva che l'incidente si fosse verificato esclusivamente per la manovra illecita e imprevedibile del conducente della Mercedes (Santangelo Giovanni) che si era immesso dalla area di servizio attraversando la carreggiata, e denunciava un travisamento delle conclusioni peritali da parte dei giudici di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato le conclusioni dei giudici di merito. Ha ritenuto corretta la valutazione che ha attribuito concorso di colpa a Gallucci e a Santangelo: la manovra del conducente della Mercedes non era considerata tale da escludere la prevedibilità e quindi il contributo causale di Gallucci. Pur riconoscendo che l'impatto iniziale probabilmente si sarebbe verificato anche se Gallucci fosse stato sobrio e rispettoso dei limiti, la perizia ha dimostrato che l'uso di alcol e l'eccesso di velocità hanno aggravato le conseguenze (in particolare il secondo impatto contro il muretto che ha causato il decesso). Pertanto la sentenza di merito veniva confermata; il ricorrente veniva anche condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione di quelle delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 186 d.lgs. 285/1992 (Codice della Strada), commi 2, 2-bis, 2-sexies

    Norma che vieta e sanziona la guida in stato di ebbrezza; la Corte ne riconosce la violazione quale fattore di rischio e di concorso causale nella produzione di un sinistro e nell'aggravamento delle sue conseguenze.

  • art. 589 cod. pen.

    Norma sull'omicidio colposo. La Corte richiama la necessità del nesso di causalità tra condotta colposa e evento mortale: la responsabilità sussiste se la condotta omissiva/colposa ha contribuito causalmente all'evento e la cautela richiesta avrebbe avuto significative probabilità di evitare o attenuare l'evento.

  • art. 140 e art. 141 Codice della Strada

    Previsioni che impongono il rispetto dei limiti di velocità e l'obbligo di regolare la velocità alle condizioni della strada; la Corte le invoca per affermare l'obbligo di mantenere velocità adeguata e controllo del veicolo anche in presenza di condotte imprudenti altrui prevedibili.

  • art. 40 cod. pen.

    Richiamato in tema di collegamento con art. 589: principio generale sulla causalità del fatto umano e sull'imputabilità dell'evento in rapporto alla condotta; la Corte utilizza il principio per discutere il nesso causale.

  • art. 43 cod. pen.

    Richiamato nella motivazione in relazione al concetto di 'comportamento alternativo lecito' e alla nozione che la colpa sussiste quando una condotta diligente avrebbe avuto significative probabilità di successo nell'evitare l'evento (causalità della colpa).

Massime di principio

  • La violazione di norme stradali (es. guida in stato di ebbrezza, eccesso di velocità) non presuppone automaticamente il nesso causale: tuttavia qualora tale violazione abbia contribuito ad aggravare le conseguenze dell'evento, può integrare responsabilità penale.
  • Il principio di affidamento (posso attendermi che gli altri rispettino le regole) è temperato dall'obbligo del conducente di prevedere e fronteggiare condotte imprudenti altrui se esse rientrano nella prevedibilità ordinaria; solo condotte terze assolutamente eccezionali e imprevedibili possono interrompere il nesso causale.
  • Per escludere la responsabilità occorre provare che l'evento si sarebbe verificato comunque anche in presenza di una condotta diligente (comportamento alternativo lecito); se invece la condotta rispettosa avrebbe avuto significative probabilità di evitare o attenuare l'evento, sussiste colpa.
  • Le perizie tecniche sulla dinamica e sulle velocità sono decisivi per valutare sia l'inevitabilità dell'impatto sia l'effetto aggravante di comportamenti illeciti (es. tasso alcolemico elevato, velocità eccessiva) sulle conseguenze del sinistro.
  • In casi di sinistri con più conducenti, è possibile l'attribuzione di concorso di colpa: la manovra illecita di un terzo può essere concausa, ma non necessariamente esclude la responsabilità dell'altro conducente se questi ha contribuito con comportamento colposo prevedibile.
  • Chi contesta il nesso causale (es. invocando un'azione eccezionale di terzi) assume l'onere di dimostrare l'eccezionalità e l'imprevedibilità della condotta idonea a interrompere la catena causale.

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