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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 757/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Istanza di rescissione del giudicato per incolpevole mancata conoscenza del processo celebrato in sua assenza. Il ricorrente sosteneva di aver solo eletto domicilio presso un difensore d'ufficio in fase di indagini senza mai instaurare un rapporto effettivo con il legale, non avendo avuto notizia del processo a suo carico; nel procedimento si erano susseguite numerose nomine ex art. 97, comma 4, c.p.p., ma non era stato proposto appello contro la sentenza di primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza della Corte d'appello che aveva rigettato la rescissione del giudicato e ha rinviato il fascicolo alla Corte d'appello di Bologna per nuovo esame. La Corte di Cassazione ha stabilito che dall'elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio non può scaturire automaticamente una presunzione di conoscenza del processo o di volontaria sottrazione; il giudice deve verificare, con ulteriori indici, l'effettiva instaurazione del rapporto professionale e la reale conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale del reato per cui Sonko era stato condannato (illecito in materia di stupefacenti). Citata per contestare la sentenza di condanna oggetto della rescissione.

  • art. 369 c.p.p.

    Richiamato in relazione al "verbale di conoscenza del procedimento" e all'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio; la Corte precisa che tale elezione non implica di per sé la prova che l'imputato abbia avuto conoscenza del processo.

  • art. 97, comma 4, c.p.p.

    Norma che disciplina le nomine successive di difensori nelle fasi in cui l'imputato è assente; la Corte osserva che la mera successione di nomine ex art. 97, comma 4, non dimostra automaticamente l'esistenza di un rapporto effettivo tra imputato e difensore domiciliatario.

  • Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019, Rv. 279420

    Giurisprudenza richiamata dalla Corte secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non produce una presunzione assoluta di conoscenza del processo; è necessario accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale.

  • Sez. 3, n. 11813 del 24/11/2020, Zagar, Rv. 281483

    Precedente confermativo del principio che il giudice deve valutare indici ulteriori per ritenere certa la conoscenza del processo da parte dell'imputato, oltre la semplice elezione di domicilio.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio durante le indagini non costituisce di per sé prova che l'imputato abbia avuto conoscenza del processo o si sia volontariamente sottratto ad esso.
  • Il giudice chiamato a decidere sulla rescissione del giudicato deve cercare indici supplementari dell'effettivo rapporto tra imputato e difensore (ad es. contatti documentati, atti compiuti dal difensore nell'interesse dell'imputato, ricevute di comunicazioni, attestazioni di ricezione di notifiche).
  • La mera successione di nomine di difensori ex art. 97, comma 4, c.p.p. non è automatica prova dell'avvenuta conoscenza del processo da parte dell'imputato.
  • In caso di assenza di elementi certi sulla conoscenza del processo, la rescissione del giudicato può essere accolta e il provvedimento impugnato annullato con rinvio per un nuovo esame.
  • Il giudice d'appello, nel riesaminare la questione, ha ampia discrezionalità di merito ma deve conformarsi ai principi di diritto stabiliti dalla Corte di Cassazione e motivare specificamente le ragioni che escludono l'inaffidabilità della mancata conoscenza del processo.

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