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Sentenza

Sentenza del 21/05/2015 n. 347 - Corte di Giustizia CEE

Rinvio pregiudiziale - Libera circolazione dei capitali - Deroga - Movimenti di capitali con prestazione di servizi finanziari - Normativa interna dello Stato membro sulla tassazione forfettaria dei redditi da capitali derivanti da partecipazioni in fondi d'investimento esteri - Fondi neri.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la tassazione tedesca dei redditi derivanti da quote detenute in fondi d'investimento con sede nelle Isole Cayman, qualificati come fondi "neri" perché non avevano adempiuto agli obblighi di notifica, nomina di un rappresentante e comunicazione della documentazione fiscale previsti dall'AuslInvestmG. L'amministrazione aveva applicato una tassazione forfettaria, comprendente i dividendi distribuiti e un importo presunto pari al 90% dell'incremento del valore delle quote, con un minimo del 10% dell'ultimo prezzo di riacquisto. La questione era se tale disciplina, potenzialmente dissuasiva per gli investimenti esteri, rientrasse nella clausola di standstill dell'articolo 64, paragrafo 1, TFUE, in quanto misura relativa a movimenti di capitali connessi alla prestazione di servizi finanziari.

La decisione

La Corte di giustizia ha dichiarato che una normativa nazionale che applica una tassazione forfettaria ai titolari di quote di un fondo d'investimento estero, quando il fondo non rispetta determinati obblighi normativi, costituisce una misura relativa a movimenti di capitali che implicano la prestazione di servizi finanziari ai sensi dell'articolo 64, paragrafo 1, TFUE. La Corte ha ritenuto sufficiente il nesso causale tra l'investimento in quote del fondo e i servizi finanziari forniti dal fondo stesso, quali la diversificazione degli investimenti e la ripartizione dei rischi. Non è stato quindi necessario esaminare la seconda questione sull'eventuale qualificazione della partecipazione come investimento diretto. La sentenza non ha deciso direttamente l'importo dell'imposta dovuta dalla contribuente né le spese del procedimento nazionale, rimesse al giudice tedesco.

Norme richiamate

  • Articolo 63 TFUE

    Sono vietate tutte le restrizioni ai movimenti di capitali tra Stati membri e tra Stati membri e paesi terzi.

    Rappresenta il principio generale di libera circolazione dei capitali, rispetto al quale l'articolo 64 TFUE introduce una deroga limitata.

  • Articolo 64, paragrafo 1, TFUE

    Le disposizioni dell'articolo 63 lasciano impregiudicata l'applicazione delle restrizioni esistenti alla data del 31 dicembre 1993 [...] nei confronti dei paesi terzi in relazione ai movimenti di capitali connessi con [...] la prestazione di servizi finanziari.

    La clausola di standstill può applicarsi anche a una normativa fiscale rivolta formalmente agli investitori, purché sussista un nesso causale sufficientemente stretto tra il movimento di capitali e la prestazione di servizi finanziari. La deroga deve comunque essere interpretata restrittivamente.

  • Direttiva 88/361/CEE, articolo 1 e allegato I

    Gli Stati membri sopprimono le restrizioni ai movimenti di capitali effettuati tra le persone residenti negli Stati membri.

    La nomenclatura dell'allegato I è utilizzata come criterio indicativo per individuare i movimenti di capitali; vi rientra l'acquisto di quote di organismi d'investimento collettivo esteri e, per connessione, la riscossione dei relativi dividendi.

  • Articoli 17 e 18 dell'AuslInvestmG

    Se la prova non è fornita in modo inoppugnabile [...] sono imputate al destinatario [...] un importo pari al 90% dell'eccedenza data dalla differenza tra il primo e l'ultimo prezzo di riacquisto [...] e comunque non inferiore al 10% dell'ultimo prezzo di riacquisto.

    La disciplina tedesca prevedeva un regime forfettario per i fondi esteri non trasparenti o non cooperativi, impedendo in concreto al titolare di essere tassato esclusivamente sui redditi effettivi. Tale regime poteva dissuadere gli investimenti in fondi esteri.

Massime di principio

  • Per valutare l'applicabilità dell'articolo 64, paragrafo 1, TFUE occorre guardare principalmente all'oggetto e agli effetti della misura, non soltanto ai soggetti direttamente destinatari della normativa.
  • Una norma fiscale rivolta agli investitori può rientrare nella deroga sui servizi finanziari se l'investimento comporta l'utilizzo di servizi forniti da un fondo, come gestione professionale, diversificazione e ripartizione dei rischi.
  • L'acquisto di quote di fondi d'investimento esteri e la percezione dei relativi proventi costituiscono movimenti di capitali; i proventi sono strettamente connessi all'investimento originario.
  • La clausola di standstill opera solo per restrizioni già esistenti alla data prevista dal Trattato e sostanzialmente rimaste in vigore; non legittima automaticamente nuove restrizioni o modifiche sostanziali.
  • In situazioni analoghe, è necessario verificare separatamente: la natura del movimento di capitale, il collegamento causale con servizi finanziari, la data di esistenza della misura e la sua eventuale modifica successiva.
  • La pronuncia chiarisce l'ambito della clausola di standstill, ma non stabilisce necessariamente che la misura fiscale sia equa, proporzionata o compatibile sotto ogni altro profilo con il diritto dell'Unione.

Testo integrale

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