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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22735/2026 del 19/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione la decisione della Corte di appello che, accogliendo l'appello sull'unico punto della confisca, ha revocato la confisca della Porsche Panamera 4S ma ha mantenuto il sequestro del veicolo e ha trasmesso gli atti al Procuratore per unione al procedimento relativo al legale rappresentante della società proprietaria. Il ricorrente deduce che la sua assoluzione (il fatto non costituisce reato) avrebbe determinato la perdita di efficacia del sequestro e chiede la restituzione immediata del bene, sostenendo violazione dell'art. 323, comma 1, secondo periodo, c.p.p. e contestando la possibilità di "rinvio" del sequestro a diverso procedimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse dell'impugnante: Mertah non è proprietario né ha provato un concreto e attuale interesse alla restituzione del veicolo; l'impugnazione non sarebbe idonea a rendere una situazione più vantaggiosa per lui. Quindi è stata confermata la possibilità di mantenere il sequestro del veicolo in relazione a responsabilità di terzi (proprietario/legale rappresentante), è stata disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. b) ed e)

    Richiamata come base formale dei motivi di cassazione: inosservanza o erronea applicazione della legge penale (lett. b) e vizio della motivazione o sua manifesta illogicità (lett. e). La Corte usa tali riferimenti per inquadrare i motivi dedotti dal ricorrente, senza però entrare nel merito per inammissibilità.

  • art. 323 cod. proc. pen., comma 1, secondo periodo

    Norma invocata dal ricorrente a sostegno della perdita di efficacia del sequestro dopo la pronuncia di proscioglimento; la Corte non concede rilievo al motivo perché il ricorrente manca di interesse a richiedere la restituzione essendo privo di titolarità sul bene.

  • art. 591 cod. proc. pen., comma 1, lett. a)

    Richiede l'interesse all'impugnazione come condizione di ammissibilità; la Corte l'ha applicata per dichiarare inammissibile il ricorso in cassazione per difetto di interesse del ricorrente alla restituzione del veicolo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali conseguente all'inammissibilità del ricorso.

  • art. 282, lett. d) e art. 293 D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43; art. 70 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Norme sostanziali relative al contrabbando doganale e alle imposte riferite al fatto originario: sono le norme oggetto delle contestazioni in primo grado e a cui si riferiscono gli accertamenti su proprietà e responsabilità, utili a giustificare il mantenimento del sequestro in relazione a terzi.

Massime di principio

  • L'assoluzione personale dell'imputato non comporta automaticamente la restituzione di un bene sequestrato se il bene è di proprietà o interessa terzi soggetti a indagini: il giudice può mantenere il sequestro in relazione a responsabilità di altri.
  • Per proporre impugnazioni volte alla restituzione di un bene è necessario avere un interesse concreto e attuale (es. titolarità o altro diritto reale o personale sul bene); l'assenza di tale interesse rende il ricorso inammissibile.
  • La perdita di efficacia di un provvedimento cautelare a seguito di pronuncia favorevole a un soggetto va valutata rispetto alla posizione soggettiva del richiedente e all'esistenza di procedimenti collegati a carico di terzi; non esiste, di per sé, un automatismo di "dissequestro" trasversale tra procedimenti.
  • Il ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile senza che la Corte entri nel merito delle questioni sostanziali se mancano i presupposti di ammissibilità (quali l'interesse).
  • In caso di impugnazione inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni alla Cassa delle ammende se non è dimostrata la totale mancanza di colpa nella proposizione del ricorso.

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