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Ordinanza

Ordinanza n. 144/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - dell’Ordinanza comunale di sgombero n. -OMISSIS-, notificata in pari data a mezzo pec, portante l’ingiunzione alla ricorrente di sgombero e riconsegna dell’area/edificio oggetto di concessione demaniale marittima situata a Finale Ligure, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, denominata ristorante/bar “-OMISSIS-” entro il termine di giorni trenta; - nonché di ogni altro atto presupposto connesso e/o consequenziale;

Giustizia amministrativa202600441

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di sgombero e riconsegna di un’area e di un edificio oggetto di concessione demaniale marittima, adottata dopo la decadenza della concessione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l’ordinanza di sgombero, chiedendone la sospensione cautelare. Con il primo motivo ha dedotto il difetto dei presupposti e della motivazione in ordine al pubblico interesse necessario per disporre la revoca o la decadenza della concessione, nonché l’inerzia del Comune nella riassegnazione dell’area e l’inconferenza della disciplina sopravvenuta relativa al bando tipo per l’assegnazione delle concessioni demaniali. Con il secondo motivo ha lamentato la violazione dei principi di proporzionalità e di tutela del legittimo affidamento, sostenendo che il Comune avrebbe adottato repentinamente la misura più gravosa dello sgombero senza previamente valutare alternative meno incisive e senza contestare tempestivamente le morosità relative ai canoni concessori.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto inammissibili e comunque infondate le censure relative ai presupposti, alla motivazione e all’interesse pubblico della revoca o della decadenza, perché rivolte contro la decadenza della concessione e non contro l’ordinanza di sgombero. Quest’ultima non costituisce un atto di secondo grado né dispone la revoca o la decadenza, ma è un provvedimento conseguenziale, vincolato e immediatamente obbligatorio, adottato in presenza di una decadenza ormai inoppugnabile. L’inerzia nella riassegnazione dell’area è stata ritenuta irrilevante, non essendo necessario attendere l’individuazione di un nuovo concessionario. Anche il richiamo all’art. 8 del d.l. n. 32/2026 è stato giudicato inconferente, poiché la controversia riguarda lo sgombero e non la futura procedura di assegnazione. Il TAR ha inoltre escluso la sproporzione e la lesione dell’affidamento, rilevando che lo sgombero è intervenuto dopo plurime richieste di pagamento dei canoni dal 2009, l’avvio del procedimento di decadenza, la dichiarazione di decadenza del 2023 e la definizione sfavorevole delle relative impugnazioni davanti al TAR e al Consiglio di Stato. La società è stata condannata alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.800, oltre spese generali, Cassa forense e IVA.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale; nel caso concreto il TAR ha valutato il fumus boni iuris e ha respinto la sospensione dell’atto impugnato.

  • art. 8 d.l. 12 marzo 2026, n. 32

    La disposizione sul bando tipo per l’assegnazione delle concessioni demaniali è stata ritenuta inconferente rispetto a un’ordinanza di sgombero conseguente alla decadenza della concessione.

  • articoli 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamati per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • articoli 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • L’ordinanza di sgombero dell’area demaniale adottata dopo la decadenza della concessione non è un atto di revoca o di decadenza, ma un provvedimento consequenziale, immediatamente obbligatorio e vincolato; pertanto, le censure relative al pubblico interesse, ai presupposti e alla motivazione della decadenza devono essere rivolte contro quest’ultima e non possono essere utilmente dedotte contro il successivo sgombero, quando la decadenza sia ormai inoppugnabile.
  • L’obbligo dell’amministrazione di procedere allo sgombero dell’area demaniale dopo la definitiva decadenza della concessione non è subordinato alla preventiva individuazione di un nuovo concessionario o alla conclusione della procedura di riassegnazione.
  • La protratta morosità nel pagamento dei canoni, preceduta da plurime richieste di pagamento e seguita dall’avvio e dalla conclusione del procedimento di decadenza, esclude, in relazione al successivo sgombero vincolato, la configurabilità di una misura sproporzionata o di un affidamento meritevole di tutela nella prosecuzione dell’occupazione dell’area.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàLegittimo affidamentoProporzionalità e ragionevolezza

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