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Sentenza

Sentenza del 30/05/2017 n. 1981 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

Accertamento - Imposte dirette ed IVA - Indagini finanziarie - Accertamento bancario - Agente di commercio - Versamento delle somme percepite dai clienti e riversate ai preponenti - Giustificazione - Validità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento per l'anno 2009, rideterminando il reddito d'impresa in euro 532.472,17 sulla base di indagini bancarie e della presunzione di imponibilità di alcuni versamenti e prelevamenti. Il contribuente ha sostenuto che le somme versate sul conto corrente provenivano dagli incassi ricevuti dai clienti per conto delle ditte preponenti e che i successivi prelevamenti, effettuati mediante assegni, servivano a riversare tali somme alle mandanti. La documentazione, inclusi i contratti di mandato e la corrispondenza tra versamenti e assegni, dimostrava quindi l'estraneità delle movimentazioni alla propria attività reddituale.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale di Bari aveva accolto il ricorso del contribuente. L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello, sostenendo che i giudici di primo grado avessero riconosciuto i prelevamenti come giustificati senza adeguata motivazione. La Commissione Tributaria Regionale di Bari ha rigettato l'appello e confermato la sentenza di primo grado, ritenendo provato che le movimentazioni bancarie riflettessero somme incassate per conto dei preponenti e successivamente riversate agli stessi. È stata esclusa la validità delle movimentazioni come presupposto per una rettifica induttiva dei ricavi. Le spese di lite sono state compensate.

Massime di principio

  • Nelle indagini finanziarie, i versamenti bancari possono essere considerati ricavi imponibili salvo che il contribuente fornisca una prova analitica, concreta e documentata della loro diversa provenienza.
  • Per un agente di commercio, le somme incassate dai clienti per conto delle ditte mandanti non costituiscono automaticamente ricavi propri, se viene dimostrato il rapporto di mandato e il successivo riversamento alle preponenti.
  • La sequenza documentata tra incasso, versamento sul conto dell'agente e pagamento alla mandante può giustificare le movimentazioni bancarie e superare la presunzione di imponibilità.
  • Contratti di mandato, estratti conto, assegni, ricevute e riconciliazioni cronologiche sono elementi particolarmente rilevanti per dimostrare che le somme transitate sul conto erano di terzi.
  • L'Amministrazione finanziaria deve valutare le spiegazioni del contribuente secondo criteri di ragionevolezza, razionalità, collaborazione e buona fede; una ricostruzione meramente presuntiva non è sufficiente quando la documentazione offre una spiegazione coerente delle operazioni.

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