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Sentenza

Sentenza del 04/12/2015 n. 24771 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti hanno impugnato la sentenza della CTR della Campania relativa all'iscrizione a ruolo di IRPEF, ILOR, IRAP, sanzioni e interessi per l'anno 1998, nonché al diniego di condono. Sostenevano: la validità dell'accertamento con adesione nonostante il mancato deposito della polizza fideiussoria e il mancato pagamento integrale delle rate; l'invalidità della cartella per omessa indicazione del funzionario responsabile; la necessità di una preventiva comunicazione di irregolarità; l'omessa pronuncia sulla disapplicazione delle sanzioni e sulla validità del condono.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I primi tre motivi sono stati ritenuti generici e teorici, in violazione dei requisiti previsti dall'art. 366-bis c.p.c., poiché i quesiti non collegavano adeguatamente le questioni giuridiche alla concreta vicenda. Anche il quarto e il quinto motivo sono stati dichiarati inammissibili perché non indicavano in modo chiaro e sintetico il fatto controverso né le ragioni dell'asserito omesso esame o dell'insufficienza della motivazione. È rimasta quindi ferma la decisione della CTR, inclusa la validità dell'iscrizione a ruolo e il mancato perfezionamento dell'accertamento con adesione e del condono, salvo il diritto già riconosciuto ai contribuenti alla restituzione o compensazione delle prime due rate versate. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, liquidate in 8.500 euro oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 218 del 1997, artt. 8 e 9

    Disciplinano il perfezionamento dell'accertamento con adesione e il pagamento delle somme dovute, anche mediante rateizzazione. Nel caso concreto, la CTR aveva ritenuto non perfezionato l'accordo per il mancato deposito della polizza fideiussoria e il mancato pagamento integrale delle rate.

  • Legge n. 289 del 2002, art. 16

    Disciplina una forma di definizione agevolata delle liti fiscali. La CTR ha ritenuto irregolare il condono richiesto dai contribuenti perché riferito a un atto di liquidazione, ossia a una cartella di pagamento.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 6, comma 5

    Prevede, in determinate ipotesi, una comunicazione preventiva al contribuente prima dell'iscrizione a ruolo. La relativa censura non è stata esaminata nel merito perché formulata con quesito generico.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 7

    Impone determinati requisiti di trasparenza e motivazione degli atti dell'amministrazione finanziaria, inclusa l'indicazione del responsabile del procedimento nei casi previsti. Anche questa doglianza è stata dichiarata inammissibile per difetto di specificità.

  • Art. 366-bis c.p.c.

    Per i ricorsi soggetti alla sua applicazione richiedeva quesiti di diritto specifici e pertinenti e, per i vizi motivazionali, una chiara indicazione del fatto controverso e delle ragioni dell'insufficienza della motivazione. La violazione di tali requisiti ha determinato l'inammissibilità di tutti i motivi.

  • Art. 360 c.p.c.

    Individua i motivi di ricorso per cassazione, tra cui la violazione di legge e l'omesso esame di fatti decisivi. La Corte ha rilevato che le censure proposte non erano state formulate in modo idoneo rispetto ai requisiti processuali applicabili.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione le censure devono essere specifiche e strettamente collegate ai fatti della causa: quesiti astratti o formulati come semplici richieste di principio possono comportare l'inammissibilità senza esame del merito.
  • Quando si contesta un vizio di motivazione o un omesso esame, occorre indicare con chiarezza quale fatto decisivo non sia stato esaminato e perché tale omissione avrebbe potuto modificare la decisione.
  • Nell'accertamento con adesione, il rispetto degli adempimenti formali e dei termini di pagamento, compresi quelli connessi alla garanzia fideiussoria in caso di rateizzazione, può essere determinante per il perfezionamento dell'accordo.
  • Il mancato perfezionamento dell'accertamento con adesione può consentire all'amministrazione di procedere alla riscossione delle somme originariamente accertate, fermo restando il diritto alla restituzione o compensazione di quanto eventualmente versato senza titolo.
  • Le contestazioni relative alla cartella di pagamento, alla comunicazione preventiva o al condono devono essere sollevate con riferimento alla concreta posizione fiscale e alle specifiche caratteristiche dell'atto impugnato.
  • La soccombenza processuale per inammissibilità del ricorso può comportare la condanna alle spese anche quando la Corte non esamina nel merito le questioni fiscali sostanziali.

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