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Sentenza

Sentenza del 27/05/2021 n. 77 - Comm. Trib. Prov. Trieste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di Avvisi di Accertamento IMU per le annualità 2014-2017. Il ricorrente aveva applicato l'aliquota agevolata (8,45%) riservata alle categorie catastali C1/C3, invece dell'aliquota comunale ordinaria (9,7%). Sosteneva di avere diritto alla riduzione in quanto utilizzatore dell'immobile in virtù di contratto di locazione finanziaria (leasing), richiamando la sentenza Cass. n. 9166/2019 e invocando principi costituzionali (artt. 3 e 53 Cost.) e la buona fede ai sensi della L. 212/2000 (art.10). Contestava inoltre la legittimità del criterio applicato dall'Ufficio, ritenendo che il regolamento comunale fosse in contrasto con norme di grado superiore.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale ha respinto i ricorsi. Ha ritenuto applicabile la delibera comunale (Delib. Cons. n.32/29/07/2014) che concede la riduzione solo quando c'è coincidenza tra proprietario e soggetto che esercita l'attività; nella fattispecie il proprietario è la società di leasing e non coincide con il locatario, pertanto l'agevolazione non spetta. Le sanzioni sono confermate perché il contribuente era già a conoscenza dell'errore alla luce di precedente decisione sfavorevole; condanna alle spese: Euro 500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (art. 9, co. 1 e co. 7)

    Art. 9 individua i soggetti passivi dell'IMU; il comma 1 stabilisce che per gli immobili concessi in locazione finanziaria il soggetto passivo è il locatario dalla data della stipula, mentre il co.7 riconosce ai comuni la possibilità di fissare aliquote/agevolazioni entro i limiti previsti.

  • Delibera del Consiglio Comunale n. 32 del 29/07/2014 (Regolamento comunale IMU)

    Delib. Cons. n.32/29/07/2014

    Stabilisce che l'aliquota ridotta si applica agli immobili C/1 e C/3 solo quando vi è coincidenza tra il proprietario dell'immobile e il soggetto che esercita l'attività commerciale o artigiana; condizione ritenuta vincolante e legittima dalla Commissione.

  • Art. 14 delle Preleggi

    Principio di interpretazione restrittiva delle norme che prevedono esenzioni o agevolazioni fiscali; le agevolazioni vanno interpretate secondo i termini testuali e non estese oltre quanto previsto.

  • Costituzione Italiana (art. 3 e art. 53)

    Il ricorrente invocava violazione dei principi di uguaglianza e capacità contributiva; la Commissione ha ritenuto che non sussista discriminazione ingiustificata né violazione della capacità contributiva quando la differenziazione trova giustificazione normativa e si riferisce a situazioni non sostanzialmente identiche.

  • L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del Contribuente), art. 10

    Richiamata dal ricorrente per invocare la buona fede e l'esclusione di sanzioni; la Commissione ha rigettato tale richiesta ritenendo che il contribuente fosse consapevole dell'errore alla luce di pregresse pronunce e atti definitivi.

  • Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 (art. 13) - richiamato

    Citate le regole sulla gerarchia delle fonti e sui limiti della normativa comunale; la Commissione ha ritenuto che la delibera comunale non contrasti con norme di grado superiore nel senso invocato dal ricorrente.

  • Giurisprudenza: Corte di Cassazione, sent. n. 9166/2019 (richiamata dal ricorrente)

    Il ricorrente la invocava per sostenere che il contratto di leasing attribuisca all'utilizzatore gli oneri/benefici tipici del proprietario; la Commissione non l'ha ritenuta sufficiente a dimostrare il diritto all'agevolazione prevista dal regolamento comunale che richiede la coincidenza proprietario-operatore.

Massime di principio

  • Le agevolazioni IMU previste da regolamenti comunali vanno interpretate in modo restrittivo: spettano solo se risultano chiaramente soddisfatte tutte le condizioni testuali previste.
  • Per immobili in locazione finanziaria (leasing) il soggetto passivo IMU è il locatario, ma ciò non comporta automaticamente il diritto ad agevolazioni che il regolamento comunale riserva ai casi in cui il proprietario coincida con l'operatore.
  • La previsione comunale che limita l'aliquota ridotta alla coincidenza fra proprietario e titolare dell'attività è legittima se rispettosa del perimetro normativo statale; il contribuente deve verificare anche la disciplina comunale prima di applicare agevolazioni.
  • La buona fede e l'incertezza interpretativa (art.10 Statuto del Contribuente) difficilmente giustificano l'esclusione delle sanzioni quando esistono pronunce o provvedimenti che già chiariscono la corretta qualificazione.
  • In presenza di conflitto apparente tra regolamento comunale e norma statale occorre dimostrare l'effettivo contrasto e che la norma comunale eccede i limiti attribuiti dal legislatore; diversamente l'atto comunale è applicabile.
  • Se si è già soccombenti in precedenti contenziosi analoghi, è più difficile ottenere la disapplicazione delle sanzioni e degli interessi per presunta buona fede.

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