Sentenza n. 1307/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 419/2024 del Tribunale di Ravenna pubblicata in data 19.11.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione da parte del Ministero della sentenza n. 419/2024 del Tribunale di Ravenna, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza n. 419/2024 del Tribunale di Ravenna. La pronuncia era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 23 maggio 2025, ed era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio. La ricorrente ha quindi dedotto la perdurante inerzia dell'amministrazione e chiesto l'esecuzione delle statuizioni contenute nella sentenza definitiva.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovati il passaggio in giudicato della sentenza, la sua notificazione al Ministero e la perdurante inadempienza dell'amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alla sentenza n. 419/2024 entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della presente pronuncia, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo le spese legali liquidate nel giudizio di ottemperanza. In caso di ulteriore inadempimento, il commissario ad acta, già nominato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario da questi delegato, dovrà provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro i successivi sessanta giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato, prevedendo anche misure sostitutive in caso di ulteriore inadempimento.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato non viene eseguita dall'amministrazione, nonostante la notificazione utile alla decorrenza del termine dilatorio previsto per l'esecuzione, il ricorso per ottemperanza è fondato e il giudice può ordinare all'amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni giudiziali entro un termine assegnato.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare preventivamente un commissario ad acta, individuandolo nell'organo amministrativo competente o in un funzionario da esso delegato, affinché provveda in sostituzione dell'amministrazione qualora questa non adempia entro il termine fissato.
- L'ordine di esecuzione può comprendere anche gli importi eventualmente ancora dovuti in forza del giudicato e le spese legali liquidate nel giudizio di ottemperanza, detratto quanto già corrisposto.
Come è indicizzato
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