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Sentenza

Sentenza n. 1333/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601217

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determina dirigenziale di accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione, acquisizione gratuita delle opere e dell’area di sedime al patrimonio comunale e irrogazione di una sanzione pecuniaria di 20.000 euro, nonché diniego di annullamento in autotutela

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determina comunale con cui era stata accertata l’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive, con conseguente acquisizione gratuita del bene e dell’area di sedime al patrimonio comunale e applicazione della sanzione pecuniaria. Ha dedotto, anzitutto, l’inesistenza o invalidità del presupposto dell’acquisizione, sostenendo che l’ordinanza di demolizione era stata parzialmente annullata da una precedente sentenza del TAR e che ciò avrebbe fatto venir meno il fondamento dell’accertamento. Ha inoltre contestato la violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, sostenendo che il termine di novanta giorni per ottemperare non fosse ancora decorso: da un lato, perché il termine avrebbe dovuto decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza precedente e non dalla sua pubblicazione; dall’altro, perché era stata presentata un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001, idonea a sospendere l’efficacia dell’ingiunzione a demolire. È stata dedotta anche l’impossibilità giuridica di adempiere per effetto del sequestro penale dell’immobile e delle opere, con conseguente assenza di colpa. La ricorrente ha poi prospettato l’illegittimità derivata dell’acquisizione e della sanzione pecuniaria, il difetto di istruttoria e motivazione per la mancata individuazione sufficientemente determinata delle aree da acquisire e il difetto di motivazione, illogicità e sproporzionalità della sanzione irrogata nella misura massima.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso manifestamente fondato e lo ha deciso con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Ha chiarito che la precedente sentenza aveva annullato solo parzialmente l’ordinanza di demolizione, lasciando valido l’ordine relativo alle altre opere abusive. Tuttavia, il termine di novanta giorni per ottemperare non poteva essere considerato nuovamente decorrente dalla pubblicazione della sentenza, poiché l’ordinanza restava sub iudice fino al passaggio in giudicato della pronuncia. Poiché, al momento della presentazione dell’istanza di accertamento di conformità, il termine non era ancora spirato, l’istanza aveva sospeso l’efficacia dell’ingiunzione a demolire. Inoltre, il diniego dell’accertamento di conformità risultava ancora sub iudice. Ne conseguiva l’illegittimità dell’accertamento di inottemperanza e, per derivazione, delle statuizioni di acquisizione gratuita e sanzione pecuniaria. Il TAR ha quindi accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione immediata del giudizio in camera di consiglio quando la causa è matura per la decisione, previo avviso alle parti.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    termine di 90 giorni per ottemperare all’ingiunzione di demolizione

    Il termine per adempiere all’ordine di demolizione, rimasto sub iudice, decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio; la presentazione di un’istanza di accertamento di conformità prima della scadenza sospende l’efficacia dell’ingiunzione.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    istanza di accertamento di conformità

    La presentazione dell’istanza, intervenuta prima della scadenza del termine per ottemperare, ha determinato la sospensione dell’efficacia dell’ingiunzione di demolizione.

  • art. 3 l. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente in relazione al difetto di motivazione degli atti di acquisizione e di irrogazione della sanzione; il giudice ha definito la controversia sulla base della non ancora maturata inottemperanza.

  • art. 21-septies l. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente per sostenere la nullità derivante dall’impossibilità giuridica dell’oggetto; il giudice ha accolto il ricorso per l’illegittimità dell’accertamento di inottemperanza, senza fondare espressamente la decisione su tale specifico vizio.

Massime di principio

  • Quando un’ordinanza di demolizione è impugnata e il giudice la annulla solo parzialmente, l’ordine relativo alle opere non interessate dall’annullamento resta valido, ma il termine per ottemperare non può essere considerato definitivamente decorso o nuovamente decorrente dalla mera pubblicazione della sentenza: se l’ordinanza è rimasta sub iudice, il termine decorre dal passaggio in giudicato della pronuncia.
  • La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 prima della scadenza del termine per adempiere all’ingiunzione di demolizione sospende l’efficacia dell’ingiunzione e impedisce, fino alla definizione della procedura di sanatoria, l’accertamento dell’inottemperanza.
  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale e la sanzione pecuniaria previste dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 presuppongono un valido e attuale accertamento dell’inottemperanza; se tale presupposto non è maturato, anche le conseguenti misure acquisitiva e sanzionatoria devono essere annullate.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiTermini del procedimentoAutotutela decisoriaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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