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Ordinanza

Ordinanza n. 939/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego del visto per motivi di lavoro subordinato - decreto flussi 2024 - notificato alla ricorrente in data 13 agosto 2025 presso l'Ambasciata d'Italia a Tunisi; di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ivi compresa la segnalazione della ricorrente nel sistema informativo Schengen SIS II ai fini del respingimento; per l'accertamento del diritto della ricorrente a un riesame della propria domanda di visto in condizioni di legalità, imparzialità e piena conoscenza dei motivi ostativi; nonche' per la condanna dell'Amministrazione alla cancellazione immediata della segnalazione della ricorrente dal sistema SIS II (sistema informativo Schenghen).

Giustizia amministrativa202511838

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato nell'ambito del decreto flussi 2024, con contestata segnalazione nel sistema informativo Schengen SIS II

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto per motivi di lavoro subordinato, notificato presso l'Ambasciata d'Italia a Tunisi, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Ha inoltre chiesto l'accertamento del diritto a un riesame della domanda di visto in condizioni di legalità, imparzialità e piena conoscenza dei motivi ostativi, nonché la condanna dell'Amministrazione alla cancellazione della segnalazione dal sistema SIS II. Il testo dell'ordinanza non espone analiticamente i singoli vizi di legittimità dedotti, limitandosi a rilevare che le censure e le esigenze prospettate necessitano dell'approfondimento proprio della fase di merito.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che le censure proposte e le esigenze rappresentate richiedano un approfondimento incompatibile con una definizione della controversia nella sola fase cautelare. Ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., non ha quindi deciso nel merito né ha disposto una misura cautelare espressa, fissando l'udienza pubblica del 7 luglio 2026 per la trattazione del merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    necessitano dell’approfondimento tipico della sede di merito

    Quando le censure e le esigenze prospettate richiedono un approfondimento incompatibile con la decisione cautelare, il giudice può fissare direttamente l'udienza pubblica per la trattazione del merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto, richiamato insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali posta a base dell'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Massime di principio

  • Quando, nella fase cautelare, le censure dedotte e le esigenze rappresentate richiedono un approfondimento proprio della cognizione di merito, il giudice amministrativo può fissare direttamente l'udienza pubblica per la trattazione del merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., senza definire in via cautelare la fondatezza della domanda.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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