Sentenza n. 1077/2026 - Lecce, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Comune nell'esecuzione della sentenza del TAR che gli imponeva di pronunciarsi sull'istanza di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001; incidente di esecuzione per la nomina di un commissario ad acta
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti, eredi della precedente proprietaria, avevano ottenuto con la sentenza del TAR Puglia n. 56/2024 l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull'istanza del 12 giugno 2023, volta a ottenere un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 riguardante aree residue, occupate da opere stradali e rimaste escluse da un precedente decreto di acquisizione sanante del 4 marzo 2020. Il Comune era stato condannato a pronunciarsi espressamente e motivatamente entro novanta giorni. Nonostante la notificazione della sentenza il 16 gennaio 2024 e il decorso del termine assegnato, i ricorrenti deducevano la mancata esecuzione del giudicato e chiedevano, ai sensi dell'art. 114 c.p.a., la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Comune depositava il decreto di acquisizione sanante del 6 luglio 2026, integrativo del precedente decreto e relativo alle aree oggetto dell'istanza. I ricorrenti dichiaravano quindi cessata la materia del contendere, insistendo soltanto per la condanna del Comune alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile l'istanza introduttiva dell'incidente di esecuzione per cessazione della materia del contendere. Il sopravvenuto decreto comunale di acquisizione sanante è stato ritenuto integralmente satisfattivo dell'interesse azionato, poiché ha dato seguito all'obbligo di provvedere posto dalla precedente sentenza e ha eliminato l'utilità concreta della richiesta di nomina del commissario ad acta. Il Collegio ha richiamato il principio secondo cui la cessazione della materia del contendere ricorre quando l'attività amministrativa successiva soddisfa pienamente e irretrattabilmente la pretesa dedotta in giudizio, senza lasciare alcuna utilità residua alla parte. Le spese dell'incidente di esecuzione sono state compensate in ragione dei giustificati motivi e della complessità dell'iter amministrativo.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
La disposizione costituisce la base normativa del provvedimento comunale di acquisizione sanante adottato nelle more del giudizio e ritenuto satisfattivo dell'interesse azionato.
artt. 31 e 117 c.p.a.
accertamento dell'illegittimità del silenzio-rifiuto e obbligo dell'amministrazione di pronunciarsi espressamente e motivatamente
Sono richiamati con riferimento al precedente giudizio avverso il silenzio, nel quale il Comune era stato condannato a provvedere sull'istanza dei proprietari.
art. 114 c.p.a.
istanza introduttiva dell'incidente di esecuzione
È la base processuale dell'istanza con cui i ricorrenti hanno chiesto la nomina di un commissario ad acta per la mancata esecuzione della precedente sentenza.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione, da parte dell'amministrazione, dell'atto integralmente satisfattivo dell'interesse azionato determina la cessazione della materia del contendere e rende improcedibile l'azione o l'incidente di esecuzione, quando non residui alcuna utilità concreta e attuale per il ricorrente.
- Nel giudizio di ottemperanza o nell'incidente di esecuzione, la nomina del commissario ad acta non è più necessaria quando l'amministrazione adempie all'obbligo di provvedere imposto dal giudicato prima della decisione giudiziale.
- La cessazione della materia del contendere presuppone una soddisfazione piena e irretrattabile della pretesa dedotta, non essendo sufficiente una sopravvenienza amministrativa meramente parziale o non idonea a eliminare l'utilità residua del giudizio.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando ricorrono giustificati motivi, anche connessi alla complessità dell'iter amministrativo che ha condotto all'adozione tardiva dell'atto satisfattivo.
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