Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15769/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Torino contestando, a vario titolo: il riconoscimento della recidiva reiterata nel quinquennio; la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche; la determinazione del trattamento sanzionatorio; la mancata concessione della pena sostitutiva del lavoro socialmente utile (nel caso di Cuniberti); e la mancata declaratoria della prescrizione del reato (particolarmente per Rizzi e Cuniberti). Le censure sono state valutate dai giudici di legittimità anche in relazione alle specifiche risposte contenute nelle pagine indicate della sentenza di merito e alla data di prescrizione calcolata tenendo conto delle sospensioni.

La decisione

Per Cuniberti: il ricorso non è stato ritenuto manifestamente infondato in relazione alla decisione con cui era stata negata la pena sostitutiva; la Corte di legittimità ha rilevato l'intervento della prescrizione nel corso del giudizio ex art. 129 c.p.p. e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione (data di prescrizione indicata al 26/08/2023). Per Arnesto e Rizzi: i motivi di ricorso sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati perché non hanno confutato le risposte della Corte di merito; i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    La Corte ha applicato la causa di estinzione del reato intervenuta nel corso del giudizio (prescrizione) rilevando che non era manifestamente infondata la questione e ha annullato senza rinvio la sentenza nei confronti del ricorrente per cui il reato si è estinto.

  • art. 133 cod. pen.

    La sentenza richiama i criteri di determi­nazione della pena e la necessità che il giudice valuti la meritevolezza della sanzione e le circostanze attenuanti generiche sulla base degli elementi emersi nel giudizio o acquisendo adeguate informazioni; la mancata motivazione adeguata sul diniego della pena sostitutiva è stata ritenuta criticabile, benché la prescrizione abbia determinato l'annullamento.

Massime di principio

  • Un ricorso genericamente rinviato ai motivi di appello senza confrontarsi puntualmente con la motivazione della Corte è frequentemente dichiarato inammissibile: gli atti di impugnazione devono indicare chiaramente le censure e confrontarsi con le risposte della sentenza impugnata.
  • La contestazione del riconoscimento della recidiva richiede una critica motivata e specifica della valutazione dei precedenti; semplici affermazioni non confrontate con le motivazioni di merito sono inefficaci.
  • Per ottenere l'applicazione di circostanze attenuanti generiche occorre produrre o richiamare elementi concreti che giustifichino la riduzione; la mera richiesta di benignità senza riscontri oggettivi è insufficiente.
  • Se la prescrizione interviene nel corso del giudizio e la questione non è manifestamente infondata, il giudice di legittimità può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato; è quindi fondamentale calcolare correttamente termini e sospensioni procedurali.
  • La negazione di pene sostitutive (es. lavoro socialmente utile) impone una motivazione che valuti la meritevolezza del soggetto secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; il giudice può e deve acquisire informazioni utili alla decisione, non può limitarsi a valutazioni formali.
  • Ricorrere con argomentazioni già esaminate e respinte in sede di appello senza nuovi elementi espliciti espone il ricorrente al rischio di inammissibilità e alla condanna alle spese e agli oneri a favore della Cassa delle ammende.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.